Polemiche sotto il cielo dello stadio Giglio. La Lega Nord fa quadrato attorno a Glauco Zambelli, direttore dei lavori di messa a norma dell'impianto, che sabato si è dimesso dopo le accuse delll'assessore allo Sport Giovanni Catellani per i ritardi
Reggio Emilia, 1 settembre 2008 - Polemiche sotto il cielo dello stadio Giglio. La Lega Nord fa quadrato attorno a Glauco Zambelli, direttore dei lavori di messa a norma dell'impianto, che sabato si è dimesso dopo le accuse delll'assessore comunale allo Sport Giovanni Catellani per i ritardi subiti. Secondo il capogruppo in Comune Giacomo Giovannini, questi sarebbero imputabili invece direttamente a una responsabilità della giunta. "A marzo discutemmo in consiglio comunale la nostra mozione relativa alla proprietà e alla messa in sicurezza dello stadio Giglio, e in tale occasione l'assessore Catellani sostenne che il Comune non aveva la titolarità per chiedere il rientro del bene, così come previsto dalla convenzione con la società Mirabello 2000, ma tentò di rassicurare la città rispetto ai lavori di adeguamento dello stadio, pur dichiarando che il Comune non poteva tirare fuori un euro", ricorda il consigliere.
Nel recente accordo stipulato con la società di gestione Tuttogiglio, però, fa notare Giovannini, "ci sono due punti precisi: la discussione entro settembre della richiesta di variante alla galleria commerciale, la cui istanza giace in Comune dal 2006, e la destinazione degli 826 mila euro di fondi destinati alle opere di urbanizzazione, previste dalla convenzione urbanistica del 2003 stipulata sempre con Tuttogiglio, per la messa a norma dell'impianto". Di più, perché nella delibera di luglio con la quale la giunta ha approvato l'accordo con Tuttogiglio, c'é scritto che: "a seguito dell'intervenuto fallimento di Mirabello 2000 il Comune di Reggio Emilia è divenuto titolare del diritto, ad oggi non ancora esercitato, di ottenere il trasferimento in proprietà dello stadio". In sostanza quindi dice la Lega "il Comune ha il titolo per chiedere il rientro immediato dello stadio e parte delle opere di messa a norma viene realizzata con soldi pubblici". La Lega auspica dunque "che la società granata convinca Zambelli a tornare al suo posto e che questi faccia prevalere la passione sportiva alle miserie politiche".
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