Nuvole basse, campo fradicio. Scenario autunnale in Val Gobbia, il sole fa capolino soltanto quando il match si avvia ai titoli di coda. Ed è come una pennellata di miele per entrambe le squadre. Contente così
Lumezzane (Brescia), 15 settembre 2008 - Nuvole basse, campo fradicio. Scenario autunnale in Val Gobbia, il sole fa capolino soltanto quando il match si avvia ai titoli di coda. Ed è come una pennellata di miele per entrambe le squadre. Contente così. Il Lumezzane macina il terzo pareggio contro la nobiltà del girone (dopo Verona e Padova), per la Reggiana è il primo, dopo uno squillo e una debacle.
L’1-1 va benone ai granata. Ultra-rabberciati e costretti a godere anche di piccole gioie. Ha fatto il massimo, questa Reggiana che ammucchia gente fuori condizione (Dall’Acqua), malconcia (Padoin) o al debutto (Bucolo). Una Reggiana senza fosforo per le assenze di Grieco e di Alessi. Una Reggiana operaia, gagliarda, che ha tenuto botta contro un Lumezzane verde e sbarazzino. Niente di speciale, ma anche una pattuglia di giovanotti può mettere in difficoltà la Reggiana di fortuna di questi tempi. E non si dimentichi lo score dei rossoblù, che hanno già bloccato Verona e Padova.
Non si può proprio chiedere la luna a questi granata. Fossero stati al completo sarebbe uscita una partita diversa. Il Lumezzane ha punti deboli che la Reggiana non è andata a colpire se non in superficie. C’era anche un comprensibile impaccio psicologico, dopo la sberla subìta con la Pro Patria. Il bilancio, in sintesi, non è in rosso.
Pane ha dovuto improvvisare il centrocampo. Scantamburlo si è arreso al dolore (la botta al costato non è smaltita) e così il mister ha schierato Padoin a sinistra, facendo debuttare Rosario Bucolo, classe 88, che il Catania ha voluto inserire nell’operazione Catellani. Un giocatore che non ha fatto breccia in Pane, che l’ha schierato per necessità, ricavando schietto impegno e un rendimento decoroso.
Difesa inalterata, attacco per la prima volta con Dall’Acqua dal via, assieme a Florian. Un tandem impalpabile, col bomber che viaggia al 30% della condizione e il baby (autore dell’unico gol con la Pro Patria) che deve mangiarsi ancora tante pagnottine. Certo la squadra non ha aiutato Dall’Acqua, al quale non è arrivato lo straccio di un cross. Ferrari, come sempre vivo, non trova però lustrini nella fase di finalizzazione.
Gara povera di spettacolo. Con varie emozioni nel primo tempo (complice anche il terreno bagnato), accesasi appena dopo il riposo e finita tra gli sbadigli. Ma con un sussultone proprio appena prima del triplice fischio. I gol sono arrivati entrambi sugli sviluppi di palle inattive. Il primo l’ha segnato il Lumezzane, al 2’ della ripresa. Corner di Scaglia, sul primo palo c’è Pesenti che spizzica e sul secondo c’è Pisacane che sbuca in beata solitudine e non ha difficoltà ad appoggiare nel sacco da un metro. E Ambrosio? Non mette lingua.
Passa una manciata di secondi e il Lume graffia ancora su calcio d’angolo. Ambrosio si fa scavalcare dal pallone e Padoin si rifugia in corner. Sarà indolore. Così, al 6’ la Reggiana si rimette in sella. Punizione di Ferrari, ribattuta, Bucolo controlla e replica nel mucchio. Gazzoli esce a valanga e respinge, da oltre venti metri Massimiliano Mei pesca il jolly con una parabola che sorvola il portiere che sta recuperando la posizione e si spegne con dolcezza nella rete sguarnita.
I fuochi d'artificio si chiudono qui. L’unica appendice è nell’ultimo dei quattro giri di lancette supplementari decisi dall’arbitro. E’ sempre da un calcio d’angolo che sgorga il pericolo per la Reggiana: sulla sponda di Pisacane (evidentemente immarcabile...) Pesenti anticipa Padoin e indovina una rovesciata che stavolta esalta la reattività di Ambrosio.
Sarebbe stata una beffa per i granata. Soffici in qualche circostanza nel primo tempo, con errori di Mei e di Ambrosio che potevano costar cari. Al 5’ un rinvio del difensore si è trasformato in un assist per Pintori che ha sprecato sull’esterno della rete. Al 21’ Ambrosio si è lasciato scavalcare da un corner calciato da Scaglia e Pisacane ha impattato «sporco» a porta vuota appoggiando clamorosamente sul fondo. Al 42’, un intervento difettoso di Ambrosio ha sviluppato una breve mischia con Pesenti e Pintori che non ne hanno approfittato.
E la Reggiana? Ha messo a taccuino un paio di palle gol, sempre a firma Padoin. Sulla prima (3’) l’ex spezzino ha sparato alto in acrobazia dal cuore dell’area. Sulla seconda (43’) ha concluso con un sinistro senza spine una trama avviata da Bucolo, proseguita da Florian di testa e rifinita da Dall’Acqua con un assist al volo. Più insidioso il Lumezzane, al tirar delle somme, ma il pareggio è esatto.
Salto nel buio. Quaranta parà, alcuni dei quali completamente non vedenti, si lanceranno da 4500 metri di quota con un istruttore LEGGI LA NOTIZIA