Christian Cavaletti fu ucciso con dieci coltellate e nove martellate alla testa. Secondo la Pm, la presenza di due armi può lasciar pensare che l'ex moglie modenese e il convivente abbiano entrambi sferrato i colpi fatali
Reggio Emilia, 1° ottobre 2008. Ancora colpi di scena al processo per l'omicidio dell'imprenditore Christian Cavaletti, ucciso il 30 novembre 2006 a Reggiolo poche ore dopo che il giudice gli aveva concesso l'affidamento dei due figlioletti avuti dalla Brandoli. Per il delitto sono imputati di concorso in omicidio premeditato Francesca Brandoli, ex moglie modenese della vittima, e il suo convivente Davide Ravarelli.
Nell'udienza di ieri è emerso che era stato ritrovato lo scontrino relativo all'acquisto (avvenuto proprio il 30 novembre 2006 al centro commerciale Grandemilia di Modena) di di un coltello da cucina, di un martello e due paia di guanti. Oggi la pm Valentina Salvi ha sottolineato che Cavaletti è stato ucciso con dieci coltellate e nove colpi di martello alla testa. Né il coltello né il martello sono stati mai ritrovati.
In sostanza, l'accusa ritiene che, se fosse stata usata una sola arma (il coltello), Davide Ravarelli poteva essere considerato l'esecutore materiale del delitto e Francesca Brandoli la sua possibile istigatrice: poiché si parla di due armi, entrambi gli imputati potrebbero essere i killer. Qualche settimana fa, era stata proprio Francesca Brandoli a parlare dell'acquisto di coltello e martello da parte di Ravarelli: la donna voleva scagionare se stessa, rafforzando la tesi secondo cui l'omicidio sarebbe stato compiuto dal convivente. Proprio alla luce di questi nuovi elementi, la difesa ha chiesto un rinvio dei termini: il processo (che avrebbe potuto concludersi venerdì prossimo) è stato rinviato al 27, 28 e 29 ottobre.
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