Con le telecamere ai varchi 374 contravvenzioni al giorno: valgono quasi dieci milioni. Ma la gente non subisce passivamente: a quota 7739 i ricorsi dei cittadini. L'assessore Gandolfi: "Lavoriamo nella giusta direzione"
Reggio Emilia, 19 novembre 2008 - Per fortuna lavora in silenzio. Se il vigile elettronico fosse dotato del tradizionale fischietto d’acciaio, agli abitanti del centro parrebbe di vivere nel cuore della gare de Lyon.
Un trillo continuo. Le telecamere poste ai varchi della zona a traffico limitato sono un multificio che non conosce sosta né crisi: dall’inizio dell’anno hanno fotografato 120mila 543 automobilisti privi di permesso d’accesso, cioè al volante di vetture la cui targa non è iscritta nel cervellone della polizia municipale. In una città di 150mila abitanti è un dato che colpisce: come se fossero stati pizzicati tutti gli spettatori seduti nel mitico Maracanà.
I dati dell’amministrazione comunale parlano chiaro: una media di 374 contravvenzioni al giorno. Un terzo rispetto al numero - impressionante - d’inizio d’anno. Ma pur sempre un’enormità. Considerato che ogni contravvenzione costa al cittadino indisciplinato 70 euro, più 10 euro e 69 cent di notifica, il Comune è riuscito a raggranellare grazie a queste moderne porte daziarie 9 milioni 726mila 614 euro. Una cifra, va detto, virtuale: non è infatti dato sapere quanti - soprattutto tra gli immigrati, che a volte hanno un domicilio piuttosto labile - siano riusciti a sfuggire alle maglie comunali.
Ma non sono solo queste le cifre eclatanti. La gente - giusto a pochi mesi dalle elezioni - non subisce passivamente: lo certificano i 7739 ricorsi presentati al giudice di pace o (spesso tramite lo stesso Comune) alla Prefettura. 120 i ricorsi respinti (pari allo 0,10%), 220 quelli accolti (0,18%), mentre gli altri sono pendenti: una situazione conflittuale che si trascinerà per mesi.
Il varco più occhiuto è quello di via Nobili (oltre 36mila multe), a seguire viale Allegri (oltre 26mila): è la zona nord, quella da cui giunge parte del traffico autostradale, l’area che sforna il maggior numero di distratti.E l’Amministrazione? Tranquilla.
L’assessore comunale alla mobilità Paolo Gandolfi è certo che «stiamo andando nella direzione giusta: se siamo sotto le 500 contravvenzioni al giorno, a fronte di ventimila accessi registrati, significa che siamo al dato fisiologico, uguale e quello delle città che si sono dotate di questa tecnologia. E’ un numero accettabile».
A fine anno, quasi ogni reggiano — bambini a parte — prenderà la multa. "Non è così", replica l’assessore. "Questo numero ci dice che c’è gente recidiva per distrazione, e in questo caso il Comune cerca di essere disponiibile, o per furberia".
Assessore, tra i ricorrenti che hanno avuto ragione potrebbero esserci molti disabili. Magari vengono da altre città con un permesso valido su tutto il territorio nazionale, ma il nostro cervellone non li individua e zac: multa.
"Come avverte la segnaletica, chi dispone del permesso disabili è tenuto a telefonare al Comando della polizia municipale il proprio ingresso nella Ztl. Può farlo anche dopo essere entrato, o l’indomani: così non gli arriverà neanche la contravvenzione. Se ci si dimentica e la contravvenzione arriva, verrà annullata".
"Le analisi di Confcommercio ribadiscono che soffre l’abbigliamento e soffre il centro, che è una grande vetrina d’abbigliamento.«Il commercio non è la mia materia. Di sicuro la relazione tra la paura della contravvenzione e l’eventuale caduta del commercio in centro non può essere attribuita all’accessibilità.
"Perché il centro resta iper-accessibile. I divieti della Ztl non sono una novità. Una novità sono i parcheggi nelle immediate vicinanze, o la terza linea del Minubù".
A proposito di parcheggi: tutti ne invocano uno sotterraneo, in centro. "C’è la piena disponibilità a farlo nei posti opportuni". Per esempio? "Per esempio l’Aci, in via Nacchi. Si potrebbero fare altri piani interrati, senza pericolo di trovare reperti archeologici. Se qualcuno è interessato, si faccia avanti".
di Andrea Fiori
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