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CALCIO / PORTOGRUARO - REGGIANA 4-0

Quattro meritati sberloni, la Regia viene umiliata

Dopo un primo tempo povero, ma passabile, i granata si sono sciolti nella ripresa. La squadra veneta ha rifilato tre gol in 19 minuti e poi ha servito anche il poker. In due gare per la Reggiana neanche un tiro in porta

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Reggiana (Foto Omaggio) Reggio Emilia, 1 dicembre 2008 - Il luna park apre alle tre e mezza del pomeriggio, appendice alla fiera del patrono, che si celebra in centro, a due passi dal «Mecchia», stadiolo con velodromo e senza curve.

Il Portogruaro sceglie i tappetoni, ci si fionda sopra e si diverte da matti. Il biglietto è offerto dalla Reggiana, che esce sbattuta come un materasso dalla sfida che nei progetti e nei sogni avrebbe dovuto sancire il definitivo salto di qualità. Il tonfo è pesantissimo, la batosta totale.

Dopo un primo tempo povero, ma passabile, la Reggiana si è liquefatta nella ripresa. Il Portogruaro le ha rifilato tre pere in 19 minuti, poi ha servito anche il poker. Un trionfo sensazionale, se si pensa che il Porto era ultimo, con la peggior difesa e il peggior attacco. In meno di un tempo ha realizzato quasi la metà dei gol (9) che aveva segnato nelle precedenti 13 partite.

Fustigando un avversario che al primo tornante è stramazzato di schianto. Senza un briciolo di reazione, senza un grammo di orgoglio. Poteva finire anche con un cappotto, il dato più inquietante è che in due gare (aggiungendo quella di Crema di 8 giorni fa) la Reggiana non ha fatto un tiro in porta.

Il ridimensionamento è clamoroso. Oltre che fuori dai play off, lo schiaffone veneto riporta la Reggiana in un limbo, arroventando l’interrogativo che si sperava di aver sciolto: qual è il reale valore e quali le ragionevoli prospettive di questa Reggiana? Ribadisce il problema numero uno, cioè un attacco inesperto e impalpabile. Ma non si fraintenda il succo della disfatta, che chiama in causa una squadra intera e non un reparto. Senza escludere l’allenatore, che ha sempre responsabilità, di fronte ad un pianto lungo 180’.

Il Portogruaro è stato superiore in tutto. Nell’aggressività, nella corsa, nella voglia di vincere, nella qualità del gioco. Ha dipinto un capolavoro, nonostante il terreno fradicio e punteggiato da pozzanghere per il diluvio scatenatosi all’ora di pranzo.

La Reggiana ha tenuto la scena nel primo tempo. Col Porto a fare costantemente la partita, ma arginato con sufficiente profitto. Pochi i brividi nell’area granata, con Ambrosio attento su Mortelliti (8’) e due volte su Abate (19’ e 21’). Veneti ben più intensi, Reggiana incapace di abbozzare una replica decente. L’unico pallone per Rossi da una 'telefonata' di Bruno da lontano.

Pane aveva optato per l’attacco leggero. Dirottando in panchina i centimetri e la potenza di Ingari e riproponendo il tandem Falconieri-Florian, sul quale aveva puntato soltanto un’altra volta (col Verona, il 19 ottobre).

Out Zini (febbre), difesa a tre Mallus-Stefani-Mei, centrocampo solito, con regia a Grieco, calorosamente applaudito da tutto il pubblico al termine del minuto di silenzio dedicato al fratello Raffaele, scomparso improvvisamente martedì in Puglia. Pur nel grigiore, la Reggiana è andata al riposo sullo 0-0. Il problema è che non è più rientrata in campo.

Dopo 40 secondi, un cross di Bruno ha incartato Mattielig che ha svirgolato il rinvio e il pallone gli ha sbattuto sul braccio. Abbozzo di protesta granata, Zanichelli non è Farina e ha giustamente lasciato correre. Era il preambolo alla mattanza. Il Porto la cominciava dopo meno di un minuto. Fraseggio troppo disinvolto sulla tre quarti, rifinitura di Cunico per Abate che forava come una lama l’orrida organizzazione difensiva della Reggiana.

Solo davanti ad Ambrosio, l’attaccante colpiva il palo, sulla ribattuta piombava Cuffa (con Maschio latitante) e sparava dentro. 1-0, il Porto diventava incontenibile. Al 9’ Cunico scappava via a Stefani, poteva tranquillamente «palleggiare» con Mortelliti, nella passività di Stefani e Mei, fino alla stoccata di destro del numero 11 veneto.

Pane cercava di chiudere la stalla fuori tempo massimo e inseriva Ingari al posto di Florian. Ma neanche Maradona avrebbe scosso una squadra ormai alla deriva. Al 19’ subiva anche un rigore ingiusto. Mallus stendeva Abate ancora lanciato a rete come un siluro. Giusta l’espulsione, ma non il penalty, visto che il fallo era stato commesso appena fuori area. La bordata di Cunico dal dischetto era il terzo delirio per lo scarno popolo del Porto.

In dieci, con Ponzo arretrato in difesa, non c’era una possibilità su mille per questa Reggiana di rialzarsi. Maschio calciava a lato l’unico pallone interessante dell’intera ripresa (su lancio di Mei), al 34’ ecco la quaterna. Peana devastava la fascia destra, dove Mei era un fuscello, scodellava al centro per Cunico. Solo come un fringuello. Situazione troppo ghiotta per il migliore in campo. Stop, finta che mette a sedere Stefani e beffa Ponzo, dardo imparabile.

Dal manipolo di tifosi reggiani (un centinaio) la rabbia tracimava in un paio di irridenti "olè" allo snodarsi di una delle ultime insignificanti azioni dei granata. Il Porto aveva già banchettato, si gustava anche l’apoteosi mentre Grieco guidava un gruppetto di compagni, a fine gara, sotto gli ultrà divisi. Chi applaudiva, indulgente, chi li invitava a 'smammare'. Livido epilogo di un pomeriggio da cani.

 

4-0

PORTOGRUARO (4-3-1-2): Rossi; Peana, Montero, Madaschi, Gotti; Cuffa, Giardina (dal 18’ s.t. Scozzarella), Mattielig (dal 29’ s.t. Cherubini); Cunico; Abate, Mortelliti (dal 37’ s.t. Carboni) (Marcato, Specchia, Levacovich, William). All. Domenicali
REGGIANA (3-5-2): Ambrosio; Mallus, Stefani, Mei; Ponzo, Nardini (dal 25’ s.t. Scantamburlo), Grieco, Maschio, Bruno; Falconieri, Florian (dal 14’ s.t. Ingari). (Tomasig, Esposito, Cosner, Bucolo, Migliaccio). All. Pane
Arbitro: Zanichelli di Genova (Sirchia – Crispo).
Reti: Cuffa al 2’, Mortelliti al 9’, Cunico al 19’,su rigore, e al 34’ s.t.
Note: spettatori 750 circa. Angoli 4-4. Espulso Mallus al 19’ s.t.. Ammoniti: Gotti, Mei, Ponzo, Grieco, Cuffa. Tiri in porta: 9-2. Un palo dei locali. Tiri fuori: 2-1. Falli: 19-18. Fuorigioco: 7-1. Recupero: 0’ e 3’.

di Ezio Fanticini










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C'è anche un'insegnante di Reggio, Lorena dell'Aquila, 37 anni, nel calendario di Miss Mamma italiana, dedicato alle vincitrici del concorso nazionale di bellezza e simpatia riservato a tutte le mamme dai 25 ai 45 anni