L'Imam: "All’evento hanno aderito più di 14 associazioni reggiane". "E’ un corteo aperto a tutta la città - spiega Daniele Codeluppi, rappresentante del centro sociale Aq 16 - rivolto a tutti coloro che sono indignati da questa strage"
Reggio Emilia, 3 gennaio 2009. «Fermiamo il massacro di Gaza». E’ questo il grido con cui prenderà il via la manifestazione di oggi per le vie della città. Un’iniziativa spontanea, nata dalla collaborazione tra il Laboratorio Aq 16, l’Associazione Città Migrante, la Comunità Islamica di Reggio, i Giuristi Democratici e la Comunità palestinese di Parma.
«E’ un corteo aperto a tutta la città — spiega Daniele Codeluppi, rappresentante del centro sociale Aq 16 — rivolto a coloro che sono indignati dalla strage che sta avendo luogo a Gaza. Chiediamo alle autorità e all’amministrazione reggiana di condannare in maniera decisa il massacro perpetuato dall’esercito israeliano».
Anche Vainer Burani, in rappresentanza dei Giuristi Democratici, spiega i motivi della loro adesione all’organizzazione di questa manifestazione: «Ci spingono ragioni umanitarie, ma soprattutto il fatto che in questo momento si stia perpetuando un crimine di guerra a tutti gli effetti. A questo si aggiunge il terrorismo, perché vengono colpiti civili durante azioni militari indiscriminate. Ci sono delle pregiudiziali assolute al percorso di risoluzione di questa situazione: il cessate il fuoco, la legittimazione di Hamas come governo e il ‘pudore’ di chiamare le cose con il loro nome. Per questo prenderemo parte al corteo».
Sono più di 14 le associazioni che, tra Reggio e provincia, hanno aderito all’evento.
«Da sabato scorso — racconta l’imam della moschea di via Gioia, Abou Abdelrrhman (nella foto qui sotto), parlando in arabo con un traduttore — sono già circa 425 i morti e più di duemila i feriti. Di questi, più di un quarto sono donne e bambini. Per questa ragione la manifestazione non difende semplicemente un certo gruppo palestinese integralista, ma tutta la cittadinanza occupata e massacrata. In questo senso siamo uniti con la comunità araba, islamica e africana della provincia. Ci schieriamo contro una ‘macchina da guerra’ che non perdona neppure i più deboli. Hanno bombardato intere famiglie, istituzioni, moschee, scuole e ospedali. Chiediamo all’Italia democratica, all’Italia del Vaticano, alla cittadinanza tutta, di unirsi per alzare la voce e di gridare il giusto».
La manifestazione reggiana coincide con un’analoga iniziativa che si svolgerà alla stessa ora e sulle stesse tematiche, a Tel Aviv.
«Stiamo anche costituendo un comitato — continua l’avvocato Burani — per la raccolta di medicinali da mandare a Gaza. Invitiamo tutte le persone che potessero essere interessate, a contattarci, per far parte, assieme ad alcuni medici che hanno già aderito, a questo movimento».
L’Associazione città migrante è tra gli organizzatori del movimento: «E’ nostra prerogativa quella di tutelare i diritti di tutti — spiega Federica Zambelli, in qualità di rappresentante — Questa non vuole infatti essere una manifestazione a carattere specifico, ma un invito a tutti. Sarà un corteo ampiamente comunicativo».
di BENEDETTA SALSI
Come tradizione il 2009 è stato aperto da un lieto evento. La cicogna del Capodanno reggiano parla straniero. A Guastalla uno dei primi vagiti spetta alla piccola cinese Erika Chen