Notizie Ravenna
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
LA POLEMICA

Minibù cambia percorso e orario, caos sulla linea E

Act scarica le colpe sul Comune, ma l'assessore non ci sta: i cittadini erano stati informati delle variazioni. Malcoltento tra gli utenti: "Basterebbe un foglio affisso nei mezzi per informare chi usa i trasporti pubblici per andare a lavoro"

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Minibù Reggio Emilia, 9 gennaio 2009. Si sapeva da mesi. Sul cambiamento del percorso, il Comune aveva informato i cittadini. Ma non sulla variazione di orario. Ed è stato il caos. Sulla linea E del minibù (dal centro commerciale il Volo all’ex polveriera), ieri mattina, i cambiamenti si sono fatti sentire. E hanno assunto le voci delle lamentele degli utenti scontenti.

In maniera preventiva Act aveva addirittura predisposto che, due dipendenti (uno per veicolo), accompagnassero i viaggiatori per fare da ‘cuscinetto’ alle loro recriminazioni e riportarle poi, in azienda. Forse avevano intuito qualcosa...
Primo problema: variazione repentina dell’orario. «Siamo alle solite — spiega Antonella, commessa — Basterebbe un semplice foglio affisso all’interno dei mezzi, qualche giorno prima, per informare chi lavora dei cambiamenti. Invece no. Veniamo tutti a conoscenza dei nuovi orari la mattina stessa così, inevitabilmente, arriviamo in ritardo».

E le variazioni d’orario, unite alla forte nevicata, hanno anche influito sull’affollamento dei Minibù che, ieri, all’orario di punta del mattino, erano stracolmi.
Secondo, e principale, problema: la linea ‘E’ estende il proprio servizio a via Turri. Le corse, a cadenza alterna, seguono due differenti percorsi: uno diretto all’ex polveriera senza transitare dalla stazione; l’altra al parcheggio scambiatore dopo essere passata per via Emilia Ospizio, via Turri e stazione ferroviaria.
«Il fastidio non riguarda il cambiamento del percorso in sè — commenta Barbara Vecchi, commessa — ma i vari disagi che ne derivano. Ci siamo appellate al dipendente Act, stamattina, per chiedere spiegazioni e ci ha risposto di rivolgerci all’assessore di competenza. Nel mio caso, ad esempio, che è poi quello di tutti coloro che prendono il treno per venire al lavoro in città, al mattino toccherà prenderà il treno precedente (il minibù adesso è ogni venti minuti); ma il vero problema riguarda la sera, ora non ci sono più corse disponibili. Bisogna raggiungere la linea H, se si fa in tempo, altrimenti andare a piedi in stazione. Comodo... Tanto è una bella zona e in maggioranza siamo donne...».

Risponde Paolo Gandolfi, assessore alla mobilità del comune di Reggio. «Quando si apportano cambiamenti è normale che si crei del malcontento — spiega — Sono convinto che, anche se variassimo il colore dei mezzi, c’è chi avrebbe qualcosa da ridire...». E, su questo, nessun dubbio.
«Per quanto riguarda il mutamento repentino dell’orario — continua — può esser vero; per tutto il resto, chiarisco che sono mesi che ci preoccupiamo di informare gli utenti. Abbiamo portato il minibù in via Turri, a seguito degli incontri avvenuti con i residenti della zona stazione e con i rappresentanti del sindacato pensionati Cisl. E le richieste erano davvero numerose. Tutto sommato mi pare che le modifiche siano state fatte per il meglio: abbiamo incrementato il chilometraggio di copertura, anche per supplire al ‘blocco del traffico’ e non mi pare ci sia stata una riduzione del servizio di trasporto. È stata un’operazione anche molto costosa. Il fatto che Act abbia predisposto persone preposte a spiegare la situazione e tranquillizzare gli utenti, mi sembra un buon sintomo di volontà di chiarezza. Mi stupisce però che abbiano ‘scaricato’ la colpa su di noi. La nostra è stata una scelta condivisa. Abbiamo posto il problema dei cittadini e, insieme, abbiamo optato per la migliore delle proposte possibili».

 

di BENEDETTA SALSI










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

Edorardo Mammi (foto Artioli)

Impiega tredici anni
per dare nome e volto
a tremila parenti

Edoardo Mammi, 68 anni, è originario di San Maurizio. Nel 1995 si è messo in testa di ricostruire l’albero genealogico delle famiglie di mamma e papà

LEGGI L'ARTICOLO