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Asili, il Comune blocca le rette
Liste d'attesa verso l'azzeramento

L'assessore Sassi: "Rispetto alla situazione generale nazionale e ai tagli che abbiamo sul bilancio ed anche al quadro delle altre città italiane, penso che questa situazione si possa considerare estremamente positiva"

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Bambini all'asilo (Foto Newpress) Reggio Emilia, 9 gennaio 2009. «VERSO l’azzeramento delle liste d’attesa nelle scuole e nidi d’infanzia, rette ferme ed in alcuni casi anche in diminuizione». Questo l’annuncio dell’assessore comunale Iuna Sassi (Pd) che ha presentato ieri sera alla commissione consiliare competente la situazione delle scuole e nidi d’infanzia nel Comune capoluogo.

«AL 1 GENNAIO 2009, rispetto alla situazione generale nazionale e i tagli che abbiamo sul bilancio ed anche al quadro delle altre città italiane, penso che questa situazione si possa considerare estremamente positiva», ha spiegato l’assessore Sassi ai consiglieri di maggioranza e opposizione. «Le liste d’attesa si stanno sostanzialmente azzerando – ha continuato Iuna Sassi –, l’azzeramento definitivo crediamo che sarà raggiunto molto presto, nel momento in cui apriremo le due sezioni della scuola ‘Malaguzzi’ a febbraio e con l’apertura di un nido da parte di Unieco-Coop Elios nel mese di marzo». La situazione attuale vede 93 piccoli in lista d’attesa per i nidi 0-3 anni (stesso numero del 2008) mentre sono in diminuizione i bambini e le bambine in attesa di un posto per le scuole d’infanzia (3-6 anni). Se al 1 gennaio 2008 erano 158, oggi sono 95, con una riduzione di 63 unità.

RISPETTO ALL’ANNO scolastico 2003/04, oggi sono offerti 520 posti in più, 307 nella scuola d’infanzia e 213 nei nidi d’infanzia. Rispetto agli ultimi dieci anni si sono aggiunti oltre 1100 posti all’interno delle scuole e dei nidi d’infanzia comunali e convenzionati. In totale a livello statistico i bambini compresi nella fascia d’età 0-5 anni rappresentano il 6% della popolazione, contro una media regionale del 5,4% e italiana del 5,6%. A Reggio 6.509 bambini - il 67,7% dei 9.608 residenti in quella fascia d’età - frequentano un nido o una scuola d’infanzia. Nel 53% in istituti comunali e convenzionati (3471), il restante 46,7% (3038) in scuole e nidi gestiti da Fism (1798, 27,6%), Stato (945-14,5%), steineriana (52-1%), enti privati (243-3,7%).

«A LIVELLO DI RETTE i costi non sono aumentati – ha spiegato la Sassi –, non abbiamo neanche fatto l’adeguamento Istat, anzi devo dire che diverse famiglie traggono beneficio dall’aumento delle fasce di retta, perché siamo andati incontro alle famiglie che hanno contratto mutui a livello sperimentale nel corso di quest’anno e questo ha consentito a molte famiglie di diminuire la retta che pagavano sia nei nidi che nelle scuole dell’infanzia».

«OGGI DOVREMO prestare la dovuta attenzione a coloro che avranno persone in famiglie in cassa integrazione o licenziate, quindi l’attenzione che avremo a livello sociale sarà concentrata verso queste famiglie in questo momento di crisi». Ma non ci sono crititicità in questo momento di crisi e ‘strette’ sui bilanci? «Le criticità sono pesanti dal punto di vista complessivo sui bilanci dei Comuni – spiega l’assessore –, perché noi dobbiamo restare in parametri obbligati che ci impongono in sostanza di contenere i costi di gestione, e questo avviene attraverso i cosiddetti ‘global service’. Anche se per un Comune come il nostro, che investe moltissimo sui servizi ai cittadini, ogni anno ci sono da fare i salti mortali. Ma nonostante questa situazione riusciamo sempre a mantere un’alta qualità nei servizi educativi per l’infanzia».
 

di MATTEO INCERTI










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