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IL PERSONAGGIO

"Noemi? Una ragazza insignificante"
Parola di una 'velina' della politica

La bella Elisa Alloro, candidata Pdl al consiglio comunale, è l'autrice del libro "Noi, le ragazze di Silvio", una lunga lettera a Veronica Lario, moglie del premier. Dove rivela anche come è nato il nomignolo 'Papi'

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Reggio Emilia, 2 giugno 2009. Uscirà giovedì 4 giugno 'Noi, le ragazze di Silvio - Lettera a Veronica Lario da una velina della politica", edito da Aliberti. E' una lunga lettera alla moglie del premier Berlusconi, in risposta alle accuse alle candidate veline e al 'ciarpame senza pudore', come spiega una nota dell'editore.

A firmare il volume è Elisa Alloro, classe 1976, candidata per il Pdl al consiglio comunale di Reggio Emilia.

Un vero e proprio ‘instant book’, «scritto di pancia, ‘al volo’. Una lunga lettera che non ho nemmeno riletto».

Alloro, lei si è sempre dissociata dal fenomeno delle ‘veline’. Adesso entra nella categoria e scrive un libro?

«È un titolo ironico. Loro mi hanno definita così e io li accontento. Mi sono ‘catalogata’. A passare per “velina trombata” proprio non ci sto».

All’interno del testo dice di non conoscere Veronica ma si rivolge a lei con il ‘tu’ e aggiunge: “ha evidenziato quella che potrebbe sembrare mancanza d’equilibrio d’insieme”.

«La scelta del tu, in effetti, è una forzatura. Ma è stato deciso per rendere la forma epistolare più scorrevole. Parlo da ‘donna a donna’. La frase, in effetti, può essere fraintesa. Ma intendevo mancanza di equilibrio nel rapporto».

A pagina 21 si parla di Noemi, di cui lei dice: “l’ho incrociata fugacemente durante una cena formale”.

«È stato prima dello scandalo. Non escludo che la ragazza abbia raccontato un sacco di balle per poter partecipare, soprattutto sull’età. Dai 17 ai 20 anni come fai ad accorgertene? Mi ricordo di lei come una ragazza insignificante, sicuramente non meritava tanta attenzione».

Nel libro dice di conoscere una valletta brasiliana, Renata,: ‘‘è stata forse lei la prima e probabilmente l’unica a chiamarlo scherzosamente papi”. Uno scoop?

«No, lei non lo conosceva personalmente. Lo chiamava così perché milanista sfegatata. Si è trattato di una ridicola e malsana interpretazione della boutade di una ragazzina che si sentiva come al luna park».

Ha fatto outing in passato coi genitori: “Amo un uomo sposato e padre”. Coraggiosa?

«È vero, è l’amore che ha governato la mia vita. Lui ha 50 anni e lo ringrazio per tutti i dubbi che mi instilla. Adesso è il mio compagno, è divorziato da 8 anni e viviamo insieme».

Dice nel libro: “La verità è che in Emilia se non sei di sinistra ti tarpano le ali. E ho preferito cambiare aria”. Ora è candidata al consiglio comunale.

«Capolista. A volte è necessario allontanarsi per tornare. Lo considero un plusvalore necessario. Penso sia inaccettabile dover fare la tessera Arci per un concerto. Però la fontana e i ponti li adoro, Reggio ha un senso. Se posso criticare i miei, non mi piace questo continuo voler distruggere il lavoro degli altri».

di BENEDETTA SALSI










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