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PUGNO DI FERRO

In bici sotto i portici? Ti levano i punti
E a Correggio arrivano le prime multe

Il decreto sicurezza del Governo prevede norme più severe per i ciclisti. L’assessore alla mobilità Paolo Gandolfi: "Discriminazione per i patentati"

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Reggio Emilia, 20 luglio 2009. PASSATE il semaforo con il rosso in bicicletta? 137,55 euro di multa e 6 punti in meno sulla patente... dell’auto. Lo stesso numero di punti che perderete sulla patente viaggiando sulle due ruote sui marciapiedi o i portici della via Emilia San Pietro o Sotto Broletto. Se invece pedalerete in un’area esclusivamente dedicata ai pedoni 4 punti tolti dalla patente. Lo stesso numero di punti che si perdono caricando il proprio figlioletto in bici senza l’apposito seggiolino o magari caricando una bella ragazza, come usava un tempo, sulla canna del proprio velocipede.
Per una “sosta vietata” sulle due ruote… invece solo 2 punti in meno.
A chi viaggia contromano? Salteranno 4 punti. E qui è un bel dilemma perché nelle zone “Ztl” il Comune di Reggio permette nel suo regolamento alle bici di sfrecciare contromano.

UNA DECISIONE che era stata presa dall’ex assessore Alberto Santel, suscitando un vespaio di polemiche, ma che ha fondamento anche in alcune sentenze della Corte Europea. Queste norme che inaspriscono le sanzioni del codice della strada sono contenute nel decreto sicurezza del governo Berlusconi approvato lo scorso 3 luglio.

NORME che, oltre alle multe pecuniarie prevedono di punire i ciclisti indisciplinati levando loro punti della patente, anche se diversi parlamentari in maniera trasversale si stanno attivando per sopprimere la parte “elimina punti”.
«Sono d’accordo di fare rispettare in maniera ferrea il codice della strada anche ai ciclisti — dice l’assessore alla mobilità Paolo Gandolfi, uno che sulle due ruote si reca al lavoro tutte le mattine — invece trovo assurdo punire i ciclisti levando punti della patente. In questo modo si discrimina tra chi ha la patente dell’auto e chi no, penso che alla fine questa parte dei punti non passerà, so che ci sono diversi deputati che si stanno attivando....»..

SU QUESTO punto infatti ci sono anche diversi dubbi di legittimità costituzionale. «Ho letto le disposizoini su alcuni siti Internet di diritto legislativo — spiega Gandolfi — di fatto per Reggio non cambia sostanzialmente molto. Quello che è vero, è che vengono richiesti maggiori controlli e sanzioni più pesanti».
L’assessore spiega il perché le aree “off limits“ alle due ruote non cambiano di fatto.
«Quando si parla di aree pedonali noi dobbiamo tenere presente che strettamente tali a Reggio sono i portici ad esempio di via Emilia San Pietro , i marciapiedi, le altre si chiamano convenzionalmente così ma in realtà sono zone a traffico limitato per le auto dove si passa solo con determinati requisiti».
Gandolfi spiega quindi che il rischio per quanto riguarda il centro di Reggio: i marciapiedi, i portici della via Emilia e Sotto Broletto.

ZONE dove tra l’altro oggi le biciclette scorazzano senza conseguenze in quanto non ci sono controlli. «Sul fatto che bisogna applicare maggior rigore ed anche sanzioni verso i ciclisti indisciplinati sono d’accordo, lo affermo da ciclista, è giusto far rispettare a tutti il codice della strada e dare multe» spiega l’assessore.
«Detto questo i punti tolti sulla patente non hanno nessuno senso — commenta — pensiamo alla discriminazione che si crea tra una persona che ha l’auto e chi no». Se qualcuno tra i legislatori pensasse di istituire un patentino per le bicliette ?
«Non voglio nemmeno pensare al fatto di inserire il patentino per le bici togliendo i punti lì. Sarebbe una follia burocratica all’italiana...lasciamo perdere».

di MATTEO INCERTI










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