Razzoli parte
per le Olimpiadi
E scrive
il suo 'pronostico'
Il campione di sci reggiano, ospite del parco Tegge di Felina, ha inserito in una busta la sua previsione sul piazzamento che otterrà ai prossimi giochi di Vancouver
Reggio Emilia, 9 febbraio 2010. Razzo illumina la platea del Parco Tegge di Felina gremita di fan provenienti da tutta la montagna.
Tutti sono lì, a spingerlo verso un grande risultato alle ormai vicinissime olimpiadi di Vancouver.
Intervistato dall’inviato de 'il Resto del Carlino', Leo Turrini, sono emersi simpatici aneddoti e nuove promesse da parte del campione Giuliano Razzoli. Al contempo la presidente della Provincia, Sonia Masini, ha proposto di fare di Giuliano un simbolo del territorio da far conoscere ovunque.
“Noi vogliamo che lui sia il nostro testimonial, il nostro biglietto da visita – ha detto – non solo per l’Appennino, ma anche per tutta la provincia e la regione. Lavoreremo insieme all’Apt, lo porteremo nelle scuole, lo coinvolgeremo nelle iniziative fuori provincia e lo faremo sciare qui come sa fare lui. Vogliamo dimostrare che questa terra, già conosciuta per servizi, scuole e per la sua gente, è capace di sfornare campioni come Baldini e Razzoli. Non è solo la scelta di un campione dello sport, ma anche di un ragazzo splendido con valori sani che rappresenta la montagna nel modo migliore. Uno di noi che sa parlare e comunicare l’immagine di un ragazzo pulito che si è fatto strada con grande fatica”.
All'intervistatore Turrini, che gli chiesto come si sente di fronte al mito di Alberto Tomba che molti anni fa, anche allora il 27 febbraio, vinse le olimpiadi di Calgary, per tutta risposta di Razzoli con una grande risata ha detto: “Il paragone non regge, è troppo grosso. Per adesso io ho vinto una gara, lui ne ha vinte 50. Ci sono solo 49 vittorie di differenza tra me e Alberto. Lui è un grande campione che segue ancora lo sci con passione. Viene a vedere le gare e mi dà sempre qualche consiglio, però adesso è cambiato un po’ tutto rispetto a quando gareggiava lui. Sull’aspetto tecnico può darsi che ci sia una somiglianza con Alberto, perché anche il mio allenatore ogni tanto mi chiama ‘trattore’”.
Su come trascorre questo periodo in attesa delle olimpiadi, Razzoli ha detto: “Tornato dalle ultime gare ho passato una giornata a tavola con la famiglia. Tirato su il morale, ho ripreso ad allenarmi e in questo periodo andremo in ritiro in Val d’Aosta. A fine settimana torno a casa, cambio valigia e parto per Vancouver”.
Turrini ha poi chiesto a Razzoli di scrivere su un foglio quale medaglia pensa ci portare a casa da Vancouver. Lo stesso giochetto l’aveva fatto con Tomba che aveva indicato un oro, un argento e un bronzo conquistando poi due ori.
Giuliano ha scritto in gran segreto su un foglietto il pronostico consegnandolo a Turrini che svelerà il contenuto dopo i risultati.
E’ stata, insomma, una serata di giochi e rivelazioni con l’alternanza sul palco di personaggi che gravitano attorno a Razzo caricandolo anche nei momenti peggiori.
Dal Suo primo skiman Janki al presidente del Fan Club Gaetano, alla sorella Giordana, mamma Tiziana e papà Antonio.
di Settimo Baisi
