Genitori 'in fuga' con la figlia
Chi ha visto questa bimba?
La Polizia lancia un appello ai genitori (privati della potestà) che hanno sottratto la bimba dalla struttura in cui era ospitata. E diffonde la foto per chiedere l'aiuto di tutti nelle ricerche
Reggio Emilia, 9 marzo 2010. TORNATE indietro, riportate la vostra bimba nella struttura protetta. L’appello del capo della squadra mobile ai due genitori è pacato ma deciso: per questo viene corredato di nomi e fotografie, perchè chiunque abbia incontrato o abbia occasione di incontrare in futuro la coppia e la piccola in qualsiasi città d’Italia si rivolga alla polizia.
Ha un’accelerazione imprevista la drammatica vicenda che vede protagonisti i genitori privati in via provvisoria della patria potestà e la loro bambina. Sono passati oltre quattro giorni da quando sono spariti nel nulla e la preoccupazione aumenta. Ed è così che - per un’esigenza superiore rispetto alla necessità di tutelare la privacy, specie in una situazione che coinvolge un minore - l’autorità giudiziaria e la polizia decidono di rendere nota la triste vicenda e i suoi volti.
Le foto di Anna Giulia Camparini, 5 anni, e dei genitori: il papà Massimiliano Camparini, 40 anni, tinteggiatore, e la mamma Gilda Fontana, 45 anni. Abitano a Cella.
ERANO LE 14 di venerdì quando la Punto grigia a tre posti con al volante Camparini è partita a tutta velocità. Sopra, la Fontana e Anna Giulia. Dietro, su un’altra auto, l’operatore sociale che aveva il compito di tenere d’occhio la coppia. La bambina nel 2008 era stata affidata con un decreto dal tribunale dei minori al Comune, nominato suo tutore. Una decisione determinata, ha detto ieri il dirigente della squadra mohile Antonio Turi, «da problemini che avevano i genitori». La piccola viveva da oltre un anno in una struttura protetta, sotto la responsabilità dei servizi sociali.
Mamma e papà avevano la possibilità di vederla due volte alla settimana. E venerdì, alle 14, c’è stato l’incontro. Parrebbe tutto organizzato: perchè il papà è rimasto ad aspettare in auto, mentre la mamma è salita per stare con la figlioletta nella ludoteca, sotto gli occhi dell’operatore. A un certo punto la mamma con la bimba in braccio e l’assistente sono scesi. L’operatore si è diretto verso il conducente sulla sinistra e si è chinato per salutarlo. In quel momento la mamma è entrata in macchina dalla parte opposta. L’auto è ripartita a tutta velocità. L’assistente si è precipitato a prendere la sua macchina e si è lanciato all’inseguimento, e intanto chiamava col cellulare la polizia. Ma non c’è stato niente da fare: la Punto grigia guidata da Camparini si era già involata.
DA ALLORA non sia più nulla della coppia e della piccola. Le ricerche sono state diramate in tutta Italia, finora senza risultato. Il sostituto procuratore Valentina Salvi ha aperto un’inchiesta che ipotizza il reato di sottrazione di minore in concorso, con sequestro di persona. C’è preoccupazione, la fuga di venerdì genera ansia perchè è stata un gesto irrazionale forse innescato dal timore di vedere la bimba affidata a un’altra famiglia. Ma il capo della mobile ieri cercava di sdrammatizzare.
«E’ chiaro che la bimba si trova coi suoi genitori - ha detto Antonio Turi - non si tratta di due balordi che hanno rapito un bimbo. Non riteniamo che la bimba sia in pericolo di vita perchè è con persone, i genitori, che non possono farle del male. Certo, questa non è una situazione di normalità, esistono rapporti problematici per la condizione dei genitori che hanno problemi alle spalle e che non hanno consentito agli organi di controllo di dar loro fiducia. Ma questa vicenda, pur penosa, deve trovare una composizione nelle sedi opportune. Non c’è niente di irrisolvibile o di irreparabile».












