Carenze sanitarie
e strutturali:
bocciato l'Opg
di Reggio
L'ospedale psichiatrico-giudiziario non ha superato, insieme con altre quattro strutture del centro-sud, lpesame della Commissione parlamentare d’inchiesta: scarsa igiene, poco personale, troppi pazienti
Reggio Emilia, 28 luglio 2010. Gravissime carenze igienico-sanitarie e strutturali, scarsità di personale ed eccessivo sovraffollamento degli spazi.
Cinque ospedali psichiatrici-giudiziari italiani (Opg) su sei vengono bocciati senza appello dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Ssn, che si è recata negli Opg di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), Aversa (Caserta), Napoli, Montelupo Fiorentino (Firenze), Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere (Mantova) per un’ispezione approfondita con l’obiettivo di verificare le condizioni di queste strutture nate negli anni ‘70 per sostituire i manicomi criminali.
Solo l’Opg in provincia di Mantova è risultato in buone condizioni e con un’assistenza di qualità per le persone internate.
Negli altri cinque ospedali i senatori che si sono recati in visita hanno rilevato «una sorta di inferno organizzato - ha detto il presidente della Commissione, Ignazio Marino - dove senza problemi viene affermato anche dagli operatori che vi lavorano che i malati stanno vivendo una sorta di ergastolo bianco».
«Tra il profilo sanitario e penitenziario, negli Opg visitati, a parte rare eccezioni - ha proseguito Marino - prevale l’approccio carcerario ed è pressochè assente l’impostazione terapeutica». Più carceri che ospedali, dunque, dato anche che, paradossalmente, in queste strutture mancano gli psichiatri: «c’è spesso un medico di medicina generale per centinaia di pazienti, che riescono a vedere uno specialista per meno di un’ora alla settimana», racconta Marino.
«Nei fatti - ha detto il senatore Michele Saccomanno (Pdl), che si è recato in visita negli ospedali con Marino e i senatori Daniele Bosone (Pd), Donatella Poretti (Pd), e con i carabinieri del Nas - almeno cinque dei sei Opg esistenti sul territorio italiano sono ancora manicomi criminali. Le persone internate vivono delle vere e proprie via crucis. Anche i direttori di queste strutture sono spesso insensibili e accettano la situazione senza fare nulla. E con i giorni di afa appena trascorsi, il quadro si è fatto ancora più preoccupante: ho visto pazienti conservare una bottiglia d’acqua all’interno del wc per mantenerla fresca».










