Integrazione dei cittadini stranieri
Reggio al secondo posto
Il territorio reggiano, con un indice di 58,65, si conferma tra i più favoreavoli in Italia per l'integrazione dei cittadini stranieri e il loro inserimento sociale, in particolare per quello scolastico

Bologna, 20 agosto 2010. Il territorio reggiano si conferma ancora una volta tra i più favorevoli in Italia per l’integrazione dei cittadini stranieri. Lo si legge nell’ultimo rapporto del Cnel sull’argomento, che misura sia in termini assoluti che differenziali il potenziale di integrazione nelle regioni e province italiane. Secondo il Cnel, con un indice di 58.65, Reggio Emilia si colloca al secondo posto assoluto per il potenziale di integrazione (al primo posto, Parma) e al primo tra i territori di media densità.
Un altro primato assoluto di Reggio, che si attesta su un indice di 72,0, riguarda l’inserimento sociale, in particolare i valori relativi all’inserimento scolastico e ai tassi di naturalizzazione e di costitutività familiare.
Da segnalare che è l’Emilia-Romagna nel suo complesso a situarsi sui valori massimi della classifica.
“La graduatoria del Cnel- dice l’assessore alla Coesione e Sicurezza sociale del comune di Reggio Franco Corradini- conferma per il quarto anno consecutivo le potenzialità e l’efficacia delle politiche messe in atto a Reggio Emilia, un territorio che si fa carico delle difficoltà delle comunità a vivere le trasformazioni in atto, governando i processi di integrazione su due fronti: valorizzazione delle diversità culturali presenti nel territorio e educazione al rispetto delle regole”.
“Non è un caso- prosegue Corradini- che siamo l’unica città italiana a far parte del programma del consiglio d’Europa ‘Intercultural cities’ e che le numerose iniziative realizzate in questi anni per la divulgazione della lingua italiana, la mediazione tra cittadini di diversa provenienza e la lotta alle discriminazioni ci pongono all’attenzione internazionale, come testimonia l’invito a presentare l’esperienza reggiana il 30 agosto a Città del Messico”.
Il finanziamento “di questi progetti concesso in questi giorni dall’Unione europea consentirà di proseguire con maggior forza su questa strada”, conclude Corradini.










