Promozione del turismo sul Po,
il grande fiume sbarca online
E' il 'coordinamento' il concetto intorno al quale ruotano i temi del convegno tenutosi a Guastalla. Al dibattito, moderato dal vice direttore del Carlino Beppe Boni, hanno partecipato le autorità locali e i tecnici del settore

GUASTALLA, 16 APRILE 2011 – Coordinamento, coordinamento, coordinamento. E’ questa la parola d’ordine per sviluppare il turismo nelle aree del fiume Po.
L’assessore regionale dell’Emilia-Romagna, Maurizio Melucci, lo ha ribadito: "La zona fluviale ha potenzialità altissime, che vanno sfruttate. Un passo avanti lo abbiamo compiuto con il portale internet unico per le quattro regioni bagnate dal Grande fiume".
Dell’argomento si è parlato in un convegno a palazzo ducale di Guastalla, nell’ambito della Borsa del turismo del Po organizzata dalla Confesercenti. Presenti pure autorità locali, provinciali, operatori del settore, dirigenti dell’associazione organizzatrice, per un dibattito coordinato da Beppe Boni, vicedirettore de Il Resto del Carlino.
Importante il suggerimento dell’assessore guastallese Eugenio Bartoli: "Bene affidare lo sviluppo turistico ai privati. Ma guai ad abbandonare il settore pubblico, soprattutto se questo si impegna a mantenere efficienti palazzi antichi, monumenti, vie di comunicazione, servizi". Ma in questo campo ci sono pure tante divisioni, a partire da quel 'campanilismo' tra paesi che non vuole sparire neppure dopo l’avvento delle Unioni dei comuni. E senza un’azione coordinata tra paesi limitrofi o fra aree
come Bassa-Appennino, la realtà dimostra che di passi avanti se ne compiono pochi. Soprattutto in tempi di ristrettezze economiche come quelli attuali. Se non altro, però, qualcuno cerca di porre il problema all’attenzione dell’opinione pubblica.
"Il lavoro di questi tre anni – le parole di Ivan Pavesi, presidente di zona della Confesercenti – ha avuto almeno il merito di far credere agli operatori che uno sviluppo turistico del territorio è possibile. Oggi il territorio sta rispondendo bene alle nostre sollecitazioni. Adesso però non dobbiamo mollare ma continuare a lavorare perché il progetto si allarghi sempre più".
di ANTONIO LECCI










