Le chiamate sarebbero partite prima della scadenza del bando
di Tommaso Moretto
Rovigo, 16 novembre 2011 - «A COSA serve l’ufficio di collocamento se c’è una montagna di gente che utilizza altre vie per accedere a questo tipo di lavori?».
A chiederselo è Samuele Guglielmo, rodigino di 31 anni, laureato in Lettere, in cerca di lavoro. Il suo ultimo tentativo è stato quello di candidarsi per un bando come portalettere. Ma gli è andata male e racconta perché.
Come mai ha provato a fare il postino?
«Sono disoccupato e non ho molta scelta, prendo quello che c’è».
Quando ha scoperto del bando per portalettere?
«È uscito una settimana prima della sua scadenza, che era lunedì 7 novembre».
In cosa consisteva il lavoro?
«Portalettere per tre mesi d’inverno, in giro in bici e in motorino».
Dov’è andato a iscriversi?
«All’ufficio di collocamento di Rovigo; letto il bando mi sono recato lì».
Cosa le hanno detto?
«Che le domande andavano consegnate tutte il 7 mattina. Ma poi mi hanno detto che l’anno scorso le Poste non hanno preso nessuno dell’ufficio di collocamento perché probabilmente hanno un loro giro di reclutamento».
Chi gliel’ha suggerito?
«Una signora, non so il nome».
Di quanti portalettere avevano bisogno?
«Undici».
E poi?
«Poi vengo a sapere per vie traverse che posso andare a parlare per questo tipo di assunzioni con un responsabile della Cisl».
Chi gliel’ha consigliato?
«Una persona esterna sia alle poste e sia al sindacato».
E lei si è recato alla Cisl?
«Sì, il venerdì che prima che scadesse il bando. Al sindacato mi hanno detto che questi posti probabilmente erano già stati presi e che colui che si occupa di queste assunzioni è un dipendente delle Poste di Rovigo».
E lei è andato a parlare anche con questo tale?
«Si, il giorno dopo in Area Tosi dove partono i postini la mattina».
Com’è andata?
«Mi presentano la persona in questione che mi chiede subito il curriculum, io ce l’avevo perché il sindacalista della Cisl mi aveva detto di portarlo. Gli do il curriculum, ma mi dice che ormai sono in ritardo. Gli 11 posti sono già stati tutti presi e 4 persone hanno già cominciato a lavorare proprio quella mattina».
Senza il contratto?
«No, probabilmente col contratto, però il bando sarebbe scaduto il 7, cioè il lunedì dopo».
Quindi se ne è andato?
«No, il tale mi ha detto di provare comunque, non si sa mai. Qualcuno si poteva ritirare e si riusciva a fare qualcosa. Però mi ha anche detto che sulla scrivania ha già un plico di curriculum e che si augurava per me che entro gennaio trovassi un altro lavoro».
Lei poi ha consegnato la domanda lunedì 7 novembre all’ufficio collocamento?
«Sì, c’era un sacco di gente che voleva partecipare. Ma il tizio delle Poste mi aveva detto di portare lo stesso il modulo, così eventualmente mi avrebbe ripescato dalla lista dell’ufficio di collocamento. Ho poi parlato con la signora della volta prima che mi ha mandato in un altro ufficio dove dico che so tutti i risvolti della vicenda e domando: che senso ha che tutta questa gente si affanni a consegnare la domanda?».
E in quell’ufficio cosa le hanno detto?
«Mi hanno detto che Poste Italiane può farlo molto probabilmente però ha avuto anche molte vertenze a riguardo. Vertenze sindacali».
Tommaso Moretto