Massacrata a martellate dal marito nella loro casa a Sorbolo. Se nessuno richiederà i resti, sarebbe il comune di Brescello a occuparsi dei funerali
di Antonio Lecci
Brescello (Reggio Emilia), 26 novembre 2011 - NON SI sono ancora presentati parenti per chiedere la restituzione della salma di Rachida Radi, la donna marocchina di 35 anni vittima della violenza del marito (guarda le foto), il connazionale Mohamed El Ayani, 39 anni, che una settimana fa l’ha uccisa con numerose martellate alla testa, nella loro casa a Sorbolo di Brescello.
L’autopsia è stata eseguita ed entro 90 giorni sono attesi i risultati. Ma, ormai in vista del nulla osta per la sepoltura da parte della magistratura, fino a ieri nessuno si era presentato per organizzare il funerale. Un argomento di cui si è parlato nella giunta comunale di ieri mattina, in municipio. «Al momento – conferma il sindaco Giuseppe Vezzani – nessun parente o amico di Rachida si è presentato ai nostri uffici per chiedere informazioni in merito. La nostra anagrafe è in stretto contatto col consolato marocchino in Italia».
La madre di Rachida vive in Marocco, mentre una sorella abita a Dubai. Al momento, dunque, la salma resta alla Medicina legale di Modena, in attesa degli sviluppi della situazione. Se nessuno richiederà i resti di Rachida, sarebbe il comune di Brescello a occuparsi dei funerali, ovviamente in accordo col consolato marocchino. Intanto, le due figlie minori (di 4 e 11 anni) di Rachida e Mohamed sono per ora affidate a una famiglia, in attesa di una collocazione scelta dai servizi sociali. Le stesse potrebbero essere ascoltate dal magistrato per capire meglio quali fossero i rapporti, negli ultimi tempi, tra i loro genitori.
Antonio Lecci