Bologna / Ancona / Ascoli / Cesena / Civitanova Marche / Fano / Fermo / Ferrara / Forli / Imola / Macerata / Modena / Pesaro / Ravenna / Reggio Emilia / Rimini / Rovigo

Condannato il condomino dei manifesti osè Dovrà pagare 3mila euro ai vicini

Martina Colombari colpita dal suo accostamento al Che e alla Madonna di Medjugorie

 

di Mike Scullin

Manifesti osè
Manifesti osè

Reggio Emilia, 3 febbraio 2012 - Esce dal tribunale per nulla rassegnato, Faustino Rinaldi. Si volta ancora una volta indietro e al suo avvocato fa un’ultima domanda: «Perchè devo sottomettermi?» Il condòmino di via Asioli che con somma disperazione dei vicini espone sulla facciata del palazzo le foto di modelle discinte insieme a immagini di Che Guevara e della Madonna di Medjugorie coi lumini accesi di notte ha appena subito la prima batosta. Otto mesi la condanna stabilita dal giudice Cristina Beretti per «pubblicazioni e spettacoli osceni» e - fatto eclatante - pena non sospesa. Questo significa che nel caso non ricorresse in appello e la pena diventasse definitiva, il pensionato di 78 anni dovrebbe andare in carcere.

Certo, potrebbe chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali ma non ha nessuna intenzione di farlo: non vuole, appunto, «sottomettersi». Per questo ricorrerà in appello. Vuole fare la battaglia di principio. A costo di andar dentro. Veramente paradossale: gli abitanti del palazzo sono pronti a ritirare le varie querele, compresa questa, se lui toglie tutti i manifesti dall’esterno finestre del suo appartamento. E la questione sarebbe chiusa senza ferite. Ma i manifesti sono lì.
 

Oltre alla mancata concessione della condizionale il giudice ha pure deciso che Rinaldi debba pagare tremila euro di provvisionale, subito esecutiva, alle parti civili, ossia i condòmini assistiti dall’avvocato Giorgio Boiardi che, al termine dell’udienza, non ha voluto fare commenti. Parla, interpellato in serata, l’ex ispettore della Digos Luigi Piscopo, candidato sindaco con una sua lista civica alle ultime elezioni, che abita nello stesso palazzo di Rinaldi. Dice: «Questa sentenza ridà un po’ di fiducia nella giustizia. Chi ha sempre creduto nella giustizia crede che prima o poi si darà un po’ di tranquillità, serenità e soddisfazione agli altri condomini, soprattutto agli anziani che non vedevano come uscir fuori da questa situazione. Alla fine qualcuno pone un freno alle intemperanze degli altri». Le querele, va ricordato, partirono nel 2007.
 

Proprio così? L’avvocato Andrea Davoli, che difende Rinaldi, non è d’accdordo: « Il mio assistito non vuole nessun tipo di agevolazione: la sentenza non risolverà il problema, lui non si è spaventato e penso si irrigidirà ancora di più». Per il legale è continuato «l’equivoco del capo di imputazione, pubblicazioni oscene, probabilmente confuso col problema complessivo del condominio, dei rapporti tra Rinaldi e il resto del palazzo». Se uno compra i calendari di Max «potrebbe anche essere libero di esporli. Se sono osceni devono essere condannati, se non lo sono, sono esponibili». A proposito: Martina Colombari, in un’intervista rilasciata a un settimanale giorni fa sul tema amore e sesso, ha citato il caso reggiano di Rinaldi che esponeva la sua foto insieme a quella della Madonna di Medjugorie, dicendo sconcertata (imprecisione: per la verità è stato solo querelato): «Lo hanno persino arrestato». Telepatia. Ieri, appena sentita la sentenza di condanna, Rinaldi ha detto sottovoce al suo legale: «Allora sono diventato un criminale?»
 

di Mike Scullin

foto reggio_emilia
Provocante Jessie J
25/05/2012

Provocante Jessie J

Pubblicità locale
Trova aziende e professionisti
Powered by ProntoImprese

  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2012 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by