Il 13enne di Correggio ha giocato la sua prima gara ufficiale e ha segnato due gol. "Senza mai usare la stampella"
Reggio Emilia, 6 febbraio 2012 - DUE GOL e tutti a casa. Così è stato l’esordio di Francesco Messori «Messi», 13 anni, di Correggio. Fino a ieri impossibilitato (le regole della Federazione calcio non lo permettono) a giocare in una partita ufficiale perché nato senza una gamba. Ma Francesco è cresciuto con una grande, grandissima passione per il pallone e tanta determinazione e volontà. Questo ha fatto la differenza nella sua storia. Poi l’intervento del presidente del Csi nazionale, Massimo Achini e lo “strappo al regolamento” che gli ha concesso il nulla osta per giocare a calcio con le stampelle.
Ieri a Cremona la sua prima partita ufficiale di calcio a 5 in un quadrangolare con la sua squadra, il Mandrio. Ed è arrivata pure la vittoria del torneo. Ma questo è passato in secondo piano.
«Ha fatto una bellissima partita - raccontava ieri papà Stefano che insieme a mamma Francesca stava tornando in auto dietro il pullman dove c’era Francesco con i compagni di squadra - E’ stata una cosa bellissima, lui era molto tranquillo e si è comportato come se avesse sempre giocato in partite ufficiali. Noi eravamo contenti e un pochino frastornati per tutto quello che è stata la preparazione dell’evento. Io forse ero più tranquillo di mia moglie, perché lei ha giocato a calcio e io no, ma al fischio d’inizio ho sentito anch’io qualcosa allo stomaco. Francesco no. E’ un bambino timido che non esterna molto i suoi sentimenti, non si lascia prendere dall’emozione».
TIMIDO ma molto determinato a portare avanti il sogno di diventare giocatore di calcio. E allora, raccontano i genitori, al fischio dell’arbitro, Francy ha cominciato a giocare, a volare con la palla al piede, «senza mai aiutarsi con le stampelle a gestire la palla», sottolineano. Poi i gol: belli. Uno per partita. Chissà cosa avrà provato Francesco in quel momento. «Non si è esaltato - racconta ancora papà Stefano - non ha urlato o fatto altri gesti, ma si è comportato come si sarebbe comportato Messi che tanto ama».
MESSI E FRANCY. Una storia e una amicizia nata di recente, a Milano, quando ha incontrato il suo idolo insieme all’allenatore Guardiola. Da allora non si stacca mai dalla sciarpa del Barça e spera presto di poter andare a Barcellona per assistere agli allenamenti della squadra e ritrovare Lionel. Intanto, Francesco si gode il bel risultato, il premio che ha ricevuto dal sindaco di Cremona e dal presidente del Csi, il clima festoso dello spogliatoio a fine partita, le grida dei compagni, l’affetto di tutti. «Adesso a fine giornata Francesco è stanco - dicono i genitori - dopo le due partite ha avuto molte persone intorno che si complimentavano con lui, lo incitavano, lo volevano conoscere e lui, anche se sempre tranquillo, alla fine ne è uscito un po’ frastornato».
BUON RITORNO nella tua Correggio allora Francesco. E continua a sognare il tuo futuro. Il tuo e quello di tanti altri bambini come te che in questo momento grazie alla tua determinazione ritrovano speranze e forze. Non occorre chiamarsi Pistorius per cambiare il corso della storia. Francesco Messori, insieme alla sua mamma, al suo papà e a tutte quelle persone che sono con lui, stanno scrivendo con molta semplicità e onestà una bella storia che merita di essere ascoltata. Comunque andrà a finire quello che fin da ora Francesco è riuscito a trasmettere è il vero valore dello sport. E proviamo tutti a ricominciare a credere come ci crede lui.
Monica Rossi