Iren chiede ai cittadini 95 euro per la sostituzione. Ma nel 2010 fu Enia a pagare
di Alberto Ansaloni
Reggio Emilia, 7 febbraio 2012 - Quasi 40mila euro. È la cifra che dovranno tirare fuori dalle tasche quattrocento famglie reggiane o l’intera comunità. Negli ultimi tre giorni infatti sono oltre 400 i contatori che a causa delle rigidissime temperature sono saltati. La sostituzione di ogni apparecchio costa 95 euro. In questi casi il regolamento di Iren prevede che la riparazione sia a carico dell’utente ma il consigliere comunale Pd, Carmine De Lucia, in Sala del Tricolore alza la voce e chiede che «in casi eccezionali come questi» la sostituzione avvenga gratuitamente. O, è meglio dire, che i costi della riparazione siano sopportati da tutta la comunità. Esiste un precedente, risalente all’inverno 2009/2010 che dà speranza a tutte le famiglie i cui contatori non hanno resistito al rigore di questi giorni.
Il precedente. Anche quell’inverno fu particolarmente rigido e molti contatori saltarono. In quell’occasione però Ato e Enia (Iren non era ancora nata) presero una decisione straordinaria: si accollarono le spese di sostituzione di tutti i contatori che si fossero rotti in un determinato periodo temporale. Tuttavia se il contatore si fosse rotto soltanto il giorno dopo il termine stabilito allora non sarebbe stato erogato nessun rimborso.
I casi di contatori congelati sono «parecchi a Pieve e anche a Cavriago», sottolinea De Lucia, ma anche online si rincorrono le segnalazioni di questo tipo, come quella che fa Daniela Amati che scrive su Twitter: «In via Toscanini siamo senza acqua e fa un freddo glaciale...».
Il regolamento di Iren in questi casi parla chiaro: «Iren Emilia ricorda che la protezione del contatore è un onere dell’utente che si deve accollare le spese di un eventuale sostituzione». Il decalogo del corretto uso del contatore in queste circostanze climatiche prevede che debba essere coperto o «con materiali isolanti (polistirolo, poliuretano)», o con stracci «anche se si tratta — ricorda sempre Iren — di un sistema meno efficace». Sempre Iren ricorda che in caso di congelamenti non bisogna tentare di sbloccarlo con fiamme o fonti di calore intense, ma si deve «versare acqua tiepida sui raccordi metallici e successivamente limitarsi a coprirlo assieme ai tubi scoperti con un panno di lana assieme a più strati di materiale isolante in attesa che le valvole si sblocchino».
Secondo De Lucia i contatori dei cittadini «erano stati isolati e protetti con lana roccia, polistirolo e panni di lana e chiusi a chiave nelle cassette di alluminio». Il consigliere democratico ieri pomeriggio ha presentato un ordine del giorno urgente rivendicando la gratuità dell’intervento di riparazione. Una gratuità rivendicata per motivi climatici - «in giorni di temperature particolarmente rigide come questi» - ed economici - «considerata anche l’incidenza del costo per molte famiglie in periodo di crisi» -. «Non è giusto — attacca il consigliere comunale — che a pagare sia il singolo utente, soprattutto quando non ha la responsabilità di quanto accaduto. Il contatore d’acqua a Reggio non può essere lo stesso di quello montato a Caserta».
Anche Federconsumatori è intervenuta sul tema richiedendo una verifica caso per caso. «Il regolamento di Iren — afferma Giovanni Tresolini, presidente di Federconsumatori — parla chiaro: la responsabilità è del singolo utente. Però si può provare a verificare se ci sono le condizioni, anche se la gente non deve essere deresponsabilizzata, per fare una valutazione caso per caso».
di Alberto Ansaloni