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Stangata Imu, seconde case e negozi i più colpiti

Manovra e dolori

Delrio: "Aliquota applicata secondo il criterio di equità"

Contribuente alle prese con le tasse (Corsini)
Contribuente alle prese con le tasse (Corsini)

Reggio Emilia, 7 febbraio 2012 - Sono i possessori di seconde case e i negozi ad essere più colpiti dall’aumento dell’aliquota Imu contenuta nel bilancio di previsione del Comune di Reggio Emilia.
Il documento illustrato oggi dal sindaco Graziano Delrio prevede nel complesso una manovra di 184 milioni, e registra 21,5 milioni in meno del 2011, da recuperare sulla spesa corrente
. Inevitabile dunque agire sulla leva dell’Imu parte della quale (19,5 milioni) andrà a integrare le risorse mancanti. I restanti 2 milioni invece il Comune prevede di recuperarli con tagli e razionalizzazioni e attraverso la lotta all’evasione fiscale. Per pareggiare tutti i conti dall’imposta unica sugli immobili dovranno entrare nelle casse comunali 55,7 milioni che andranno a coprire il gettito della vecchia Ici su case e fabbricati (47,3 milioni in tutto), la riduzione dei trasferimenti (9,6 milioni), l’azzeramento degli oneri di urbanizzazione che vengono spostati sugli investimenti (6 milioni) e altre minori entrate per 3,9 milioni.
 

Da qui il rialzo delle tariffe che per il sindaco Delrio viene però applicato secondo un criterio di “equità”. In particolare, a partire dalle aliquote base del 4 e del 7,6 per mille per le abitazioni, e del 2 per mille per i fabbricati rurali, il Comune ha stabilito un lieve aumento del 5 per mille per l’abitazione principale, una aliquota del 9,6 per mille per la seconda casa (il 50% va allo Stato), e uno sconto dell’1 per mille per i fabbricati rurali per venire incontro alle associazioni di categoria che hanno lamentato i costi per l’accatastamento di tali edifici.
In questo contesto, chi affitta una seconda casa a canone concertato riceve uno sconto al 7,6 mille, chi la concede in comodato gratuito a parenti entro il primo grado paga l’8,6 (invece che il 9,6), mentre viene “punito”, con una aliquota del 10,6 chi lascia un immobile sfitto.

In pratica, spiega Delrio, “abbiamo fatto un ragionamento di equità introducendo una gradazione dell’Imu a seconda dell’utilizzo che si fa della casa: chi sta nella regolarità viene premiato chi magari vuole affittare in nero facendo credere che l’appartamento sia sfitto, viene punito”. Venendo ai numeri le simulazioni degli uffici comunali evidenziano come chi ha una abitazione normale pagherà appena un po’ di piu’ di quanto pagava di Ici nel 2007, mentre i costi schizzano in alto per le seconde case e i negozi o gli uffici.
Per una seconda casa di 90 metri quadri ad esempio si può passare dai 406 euro di Ici agli 891 di Imu al 9,6. Per i negozi di 50 metri quadri il raffronto con l’Ici (398 euro) e’ di 882 euro di Imu. I negozi di 80 metri quadri pagheranno 1133 euro di Imu contro i 516 della vecchia Ici. La maggior parte della spesa corrente è destinata alle politiche socio educative cui vanno complessivamente 56,2 milioni. Sono infine previsti circa 18 milioni di investimenti di cui 10 per opere realizzate in partenariato pubblico privato.

Fonte Dire

foto reggio_emilia
Provocante Jessie J
25/05/2012

Provocante Jessie J

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