Allarme Coldiretti: "Anche in pianura superlavoro per scaldare gli impianti"
Reggio Emilia, 8 febbraio 2012 - Con queste temperature, che nei prossimi giorni saranno nuovamente in picchiata, rischiano la vita anche gli animali d’allevamento: conigli, galline e — da noi, soprattutto — mucche e maiali. Il freddo siberiano che ghiaccia i nostri contatori dell’acqua non risparmia ovviamente le tubature degli allevamenti, e i proprietari delle stalle sono costretti ad un superlavoro quotidiano — di sbrinatura e riscaldamento dei tubi — per consentire agli animali di abbeverarsi.
"Non solo le stalle isolate della montagna rischiano di rimanere senz’acqua — informa la Coldiretti — ma anche le nuove e tecnologiche stalle di pianura dove comunque la temperatura minima ha toccato in questi giorni -15 gradi. Ogni mattina gli agricoltori devono sbrinare le tubature delle strutture per consentire agli animali di bere e mangiare". Gli allevatri, almeno nella nostra zona non lamentano particolari problemi legati a ritardi nelle consegne di mangimi. Ma si tratta comunque di un momentaccio: molti agricoltori — in questi giorni impegnati con i trattori nello sgombero delle strade — temono per le coltivazioni invernali come cavoli, verze, radicchi e broccoli. "Ma se la temperatura dovesse continuare a scendere a soffrire sarebbe anche la vite come è accaduto — precisa la Coldiretti — con il grande freddo del 1985 i cui effetti sono durati anni".
Ogni giorno sulle strade italiane circolano circa cinquantamila tonnellate di prodotti alimentari deperibili tra latte, frutta e verdura che quotidianamente lasciano le aziende agricole e le stalle per raggiungere stabilimenti e quindi negozi e supermercati. "Se le condizioni della circolazione non ritorneranno entro pochi giorni alla normalità in agguato — allarma Coldiretti — si ripresenterà il pericolo della speculazione dei prezzi".