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Processo Eternit, sentenza choc: escluse dai risarcimenti molte vittime di Rubiera

Il verdetto

Per il tribunale di Torino sono prescritti i reati dal 1966 al 1974. Per i danni occorrerà fare una causa civile

Lacrime dopo la sentenza Eternit a Torino (Ansa)
Lacrime dopo la sentenza Eternit a Torino (Ansa)

Reggio Emilia, 14 febbraio 2012 - La prescrizione applicata ai reati contestati per lo stabilimento di Rubiera (prima Icar e poi Eternit) tra il 1966 e il 1974, ha avuto come conseguenza il mancato riconoscimento dei risarcimenti per molti familiari (un centinaio di costituzioni di parte civile). Il tribunale non ha concesso per Rubiera nessuna provvisionale, sicché chi si è visto riconoscere il risarcimento dovrà fare una causa davanti al giudice civile che non sarà quello di Reggio perché la sede legale, allora, non era a Rubiera. E una causa civile vuol dire di nuovo spese legali e, soprattutto, tempi molto lunghi.

Non c’è ancora un numero esatto dei risarcimenti riconosciuti per la sede di Rubiera, forse non si va oltre la ventina mettendo nell’elenco il Comune di Rubiera, la Provincia, la Regione Emilia-Romagna, la Cgil di Reggio, la Cgil regionale e la Fillea-Cgil di Reggio.

L’assessore della Provincia Antonietta Acerenza così commenta il verdetto: «Si tratta di una sentenza di portata storica che rende giustizia a tante vittime dell’amianto e ai loro familiari. Non possiamo tuttavia non accogliere con un certo rammarico la decisione del Tribunale di Torino, laddove il dispositivo fa una distinzione tra gli stabilimenti italiani. Il reato sarebbe infatti estinto per prescrizione per gli stabilimenti di Rubiera e Bagnoli . Questa sentenza — continua — rappresenta un punto a favore della battaglia contro chi specula a scapito della sicurezza dei lavoratori. Certo, c’è ancora molta strada da fare perché le morti bianche sono ancora troppe, ma sono sicura che una sempre più rigorosa applicazione delle norme sulla sicurezza nei posti di lavoro possa, insieme alla fondamentale attività di controllo, concorrere a debellare questa piaga».

Il sindaco di Rubiera Lorena Baccarani sottolinea: «E’ una sentenza che è destinata a lasciare il segno. Per la prima volta vengono condannati a 16 anni i proprietari dell’azienda e non i legali rappresentanti. Si tratta di una decisione molto complessa e articolata che nei prossimi giorni andrà ulteriormente approfondita e che potrebbe deludere le richieste di molte famiglie rubieresi. C’è stata una condanna — aggiunge —, ma nel caso della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Reggio, dell’Amministrazione comunale di Rubiera e di famiglie rubieresi che si sono costituite parti civili non è stato determinato l’entità del danno perché il collegio giudicante ha ritenuto che non ci fossero elementi sufficienti per quantificarlo. Per questo aspetto la causa è stata rinviata in sede civile».
 

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