Reggio Emilia, 27 maggio 2013 - L’alternativa al forno inceneritore di Reggio Emilia, l’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti (Tmb) che sorgerà nelle frazioni di Prato e Gavassa, non è da tutti salutato con favore.

Oggi alcuni comitati di cittadini residenti nei pressi del sito dove sorgerà il Tmb, sostenuti da altri comitati e associazioni tra cui quello per l’Acqua pubblica, hanno depositato un ricorso straordinario al capo dello Stato per annullare tutti gli atti predisposti sotto il profilo urbanistico dal Comune di Reggio, che a detta dei ricorrenti interferiscono con quelli dei Comuni di Correggio e San Martino in Rio.

I comitati per l’ambiente registrano inoltre una distonia tra il progetto inizialmente presentato e le modifiche in seguito apportate, e mettono in dubbio le soluzioni finora prospettate sul dimensionamento del Tmb. L’impianto, spiegano, dovrebbe essere tarato sul livello di raccolta differenziata effettivamente raggiunto, ma proprio la sua presenza sarebbe un vincolo che strozzerebbe le buone pratiche di raccolta e differenziazione dei rifiuti al 65% previsto dalla legge.

“Non siamo contrari a priori al Tmb, ma contrari al Tmb a priori”, dicono i cittadini. Oltre ad essere di dimensioni ridotte rispetto a quelle attualmente previste quindi, il Tmb dovrebbe poi secondo i comitati essere localizzato non a Gavassa, ma vicino alle vecchie discariche di Novellara e Poiatica, allo scopo di risanarle. Ad iniziare la battaglia dei cittadini era stato qualche anno fa come presidente del comitato Lorenzo Bagnacani, oggi vice presidente di Iren nominato dal Comune di Parma.

 

 

Ferrari e Tutino: "Chi lo ostacola, sostiene gli inceneritori"

“Minare il percorso di realizzazione del Tmb significa, di fatto, sostenere la politica dei grandi inceneritori”. Lo affermano in una nota congiunta il vice sindaco di Reggio Emilia Ugo Ferrari e l’assessore provinciale all’Ambiente Mirko Tutino, rispondendo all’iniziativa del comitato di residenti della frazione di Gavassa, che ha inoltrato un ricorso a Giorgio Napolitano per ostacolare l’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti previsto in costruzione alle porte della città.


Siamo davvero stupiti. Dopo che i ricorrenti avevano affisso negli anni scorsi cartelli con su scritto “No all’inceneritore, Sì al Tmb” e dopo decine di incontri in tutta la provincia, molti dei quali proprio con coloro che poi hanno promosso il ricorso, eravamo convinti che almeno non si mistificassero i numeri e, quantomeno su alcuni punti,ci fosse una comprensione reciproca”, commentano Ferrari e Tutino. Nel merito delle osservazioni presentate dai cittadini della frazione, i due amministratori fanno notare che “rispetto al primo progetto presentato da Iren, tenendo in considerazione il buon andamento della raccolta differenziata, si è ridimensionata la portata e si e’ concepita l’integrazione con l’impianto di trattamento della raccolta differenziata dell’organico domestico proprio per convertire l’impianto, man mano che crescera’ la differenziata attraverso lo sviluppo del porta a porta”. Quindi “sostenere che realizzare il Tmb significa fermare la raccolta differenziata e’ una bugia colossale”. 

Insomma, aggiungono il vice sindaco e l’assesore, “proprio il leale rapporto con il comitato di Gavassa ci ha portato a mettere in discussione e rivedere diversi aspetti e ci dispiace, dunque, che questi passi in avanti da qualcuno non vengano colti. Ancora di piu’ considerando che il lavoro ed il confronto non sono ancora conclusi, ma proseguiranno fino alla redazione del progetto definitivo”.


Nel ricorso, concludono Ferrari e Tutino, “leggiamo invece numeri completamente inventati ed osservazioni che non considerano minimamente il lavoro svolto in questi mesi, compresa la chiusura nel maggio scorso dell’inceneritore di Cavazzoli. Quando a queste invenzioni si giunge nonostante ripetuti incontri e dopo che, da parte di Comune e Provincia di Reggio Emilia, si sono forniti tutti i chiarimenti del caso, e’ evidente che la volonta’ dei promotori del ricorso non e’ quella di migliorare le cose”.

Fonte Dire