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Dichiarata fallita la Bdh,
a capo del gruppo Burani
Sciopero dei lavoratori

Arriva la decisione dei giudici del tribunale fallimentare di Milano. La società olandese aveva un 'buco' di almeno 20 milioni di euro. La Provincia chiede la legge Marzano per la casa di moda reggiana

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Reggio Emilia, 11 febbraio 2010. I giudici del tribunale fallimentare di Milano hanno dichiarato fallita, con un buco di almeno 20 milioni di euro, Design Burani Holding, la società olandese che controlla Mariella Burani Fashion Group, la casa madre dell’impero di Mariella Burani.

I giudici hanno anche respinto l’eccezione di competenza territoriale a favore di Reggio Emilia formulata dai legali della società. 

Con la dichiarazione di fallimento di Bdh il tribunale ha accolto l'istanza presentata il mese scorso dai pm di Milano Mauro Clerici e Luigi Orsi che avevano sostenuto lo stato di insolvenza di Bdh e avevano anche sottolineato la sede operativa della società era nel capoluogo lombardo. Secondo i legali della holding, invece, la sede di Burani Designer Holding è a Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, e quindi avevano chiesto il trasferimento del procedimento.

Secondo i pm Bdh ha debiti per circa 18 milioni di euro sia verso le banche sia verso Mariella Burani Fashion Group, ma le passivita' potenziali, secondo la Procura, potrebbero essere vicine ai 40 milioni.

 

LA REAZIONE DEGLI AVVOCATI

“Abbiamo perso la prima partita ma non intendiamo demordere". Lo ha detto l’avvocato Giuseppe Amoroso, legale di Burani Designer Holding.

La difesa della società contesta in particolare la questione della competenza territoriale del tribunale di Milano, che per Amoroso spetterebbe a quello di Reggio Emilia.

«Non ho ancora letto la sentenza - ha spiegato l’avvocato - ma la impugneremo nell’interesse di salvaguardare l’impresa industriale».

Al momento, ha continuato il legale, «non abbiamo ancora deciso la strada da seguire, abbiamo due opzioni: un reclamo in corte d’appello oppure un ricorso diretto in cassazione», specificando che comunque «non è vero che con la dichiarazione di fallimento di Bdh è segnata anche la sorte di Mariella Burani Fashion group».

L’avvocato Amoroso ha infine affermato che «quello che conta sono i 2.200 lavoratori e quelli dell’indotto» per questo motivo «tutti gli sforzi vanno concentrati nel salvataggio della realtà industriale».

 

LE PAROLE DI WALTER BURANI

Mariella Burani Fashion Group “non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione relativa al fallimento della controllante Burani Designer Holding”, nè alla società “risulta che la sentenza di fallimento di Bdh sia stata pubblicata”.

Lo comunica una nota del presidente, Walter Burani, che precisa che “l’eventuale sentenza non ha a oggetto il fallimento di Mariella Burani Fashion Group, società capogruppo dell’abbigliamento e delle attività a essa collegate”.

 

LA PROVINCIA CHIEDE LA LEGGE MARZANO

La presidente della Provincia di Reggio Emilia Sonia Masini ed il vicepresidente Pierluigi Saccardi assicurano ‘’la piena disponibilità della Provincia, per quanto è nelle proprie possibilità, a partecipare a tutte le iniziative che contribuiscano a tutelare i posti di lavoro e i siti produttivi del gruppo’’.

Nella presa di posizione si sollecita anche l’amministrazione straordinaria, più nota come legge Marzano.

“La dichiarazione di fallimento, che rischia di creare un effetto domino sull’impero della casa di moda emiliana, giunge in un momento già delicato della trattativa per la ristrutturazione del debito con le banche creditrici di un Gruppo che ha partecipazioni e collegamenti con circa un centinaio di aziende”.

“In questa situazione - spiegano Masini e Saccardi - che si fa sempre più drammatica, la soluzione che potrebbe limitare gli effetti negativi è l’amministrazione straordinaria, sollecitata sia dal sindacato sia dalle Istituzioni per tutelare i posti di lavoro e salvaguardare le realtà produttive del nostro territorio’’.

La Legge Marzano nella provincia di Reggio è già stata utilizzata per il Gruppo Merloni di Fabriano e la ditta Tecnogas di Gualtieri.

 

LA CGIL: "UN TAVOLO URGENTE"

Filtea Cgil chiede con urgenza la convocazione da parte del ministero dello Sviluppo Economico di una riunione per fare il punto sullo stato del gruppo Mariella Burani, al fine di garantire le prospettive future dei 2.200 dipendenti, più quelli dell’indotto.

Lo scrive in una nota il sindacato. “E’ indispensabile, che gli organi societari e la proprietà si assumano la responsabilità di fare tutto quello cheè necessario e possibile per garantire la continuità di impresa e delle attività’’, indica Giampaolo Mati della Filtea Cgil.

“Dove questo non si rendesse possibile, ogni strada che offra questa condizione, vedrà il sindacato impegnato perché si creino i presupposti per conseguire il risultato, anche sollecitando il ricorso all’amministrazione straordinaria’’.

 

SCIOPERO DEI LAVORATORI

Intanto, domani i lavoratori hanno proclamato otto ore di sciopero con un corteo che partirà alle otto dallo stabilimento di Cavriago, fino a piazza Zanti dove c'è la sede del Municipio, in segno di protesta. 

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