Burrasca
nella Lega Nord
Espulsi
altri due 'ribelli'
Alberto Magaroli e Alberto Veronesi sono stati espulsi dal Carroccio con l'accusa di non aver rispettato le direttive dei vertici del partito ma si difendono: "Abbiamo solo chiesto documentazioni contabili"

Reggio Emilia, 8 settembre 2010. Altri due «cartellini rossi» per esponenti della Lega nord emiliana che sta vivendo momenti di burrasca. Alberto Magaroli e Alberto Veronesi sono stati espulsi dal Carroccio. La decisione è giunta l’altra sera al direttivo dell’Emilia, nella sede di Reggio.
L’incontro, alla presenza del segretario e parlamentare Angelo Alessandri, ha preso in esame la posizione dei due militanti, entrambi bolognesi, accusati di non aver rispettato le direttive dei vertici del partito e, in particolare, per la violazione dell’art. 53 dello Statuto, che prevede l’espulsione dal movimento «a causa di comportamenti che ostacolino o pregiudichino l’attività del Movimento o ne compromettano la sua immagine politica».
Due le astensioni al provvedimento contro Magaroli che aveva chiesto ad Alessandri la documentazione contabile per fare luce sulle accuse mosse al parlamentare di aver utilizzato denaro dei militanti per coprire alcune spese personali, tra cui il pagamento di alcune multe (70 in due anni) e l’affitto di un ufficio a Guastalla. Magaroli aveva inoltre chiesto al presidente della commissione Ambiente della Camera di chiarire la sua posizione sulle quote dovute al movimento: su tutti questi punti era stato promesso un memorandum scritto del responsabile amministrativo Gianfranco Barigazzi, mai arrivato.
Resta invece il consigliere provinciale bolognese Floriano Rambaldi: voci ufficiose lo inserivano nella lista dei cacciabili, ma alla fine la proposta di espulsione, per lui, non c’è stata. Dunque, dopo la cacciata di Marco Lusetti, ex numero due del Carroccio emiliano, avvenuta a luglio, ecco un altro scontro di quella battaglia intestina che si sta combattendo nella Lega nord.
Magaroli e Veronesi non si piegano al provvedimento emesso (ma non all’unanimità) contro di loro. «La convocazione non è regolare – dicono – perchè avremmo dovuto ricevere lettera raccomandata dieci giorni prima, in tempo per preparare memorie difensive. Invece, siamo stati informati venerdì che tre giorni dopo ci sarebbe stata la riunione». «Veniamo espulsi – dicono Magaroli e Veronesi – solo per aver chiesto documentazioni contabili. E’ un reato voler conoscere la realtà dei fatti?». Una nuova grana che disturba la leadership di Alessandri, ieri sera atteso a Festa Reggio, nella «tana» dei suoi avversari politici del Pd.
di Antonio Lecci










