"Per inseguire il sogno
ho lasciato la fidanzata"
Intervista a Federico Scappi, classe '94, ex granata oggi all’Inter: "Valgo 170mila euro? Significa che sono migliorato"

Reggio Emilia, 22 maggio 2011 - FEDERICO SCAPPI, classe ’94, di Gualtieri, ha appena terminato la sua prima stagione nell’Inter. Ha iniziato a giocare nel Progetto Intesa, è passato per la Reggiana, poi il grande salto in prestito con diritto di riscatto a favore della società nerazzurra.
Federico, traccia un bilancio del tuo primo anno vestito di nerazzurro.
«Esperienza assolutamente positiva, fino ad ora».
Come è stato l’inizio?
«Appena arrivato ho dovuto lavorare duro per guadagnarmi il posto. Ci sono riuscito, segnando anche il primo gol contro il Novara. All’inizio del girone di ritorno mi sono infortunato e mi sono ripreso da poco, ma ora sono in forma».
Giochi nella tua squadra del cuore: ti dà più stimoli?
«E’ un’emozione indescrivibile. Ho sempre tifato l’Inter e giocarci è sempre stato il mio sogno. Adesso sono in prestito, ma penso che l’Inter mi riscatti».
Si parla addirittura di 170mila euro per il tuo riscatto. Credi di valerli?
«Sono sicuramente tanti soldi. Ma credo di valerli, anche se non sono io che devo fare la stima del mio cartellino. Considerando che la Reggiana mi ha acquistato dal Progetto Intesa per 2mila euro, è un bel miglioramento».
Come ti trovi nella tua nuovavita a Milano?
«Mi trovo molto bene. Passare da un piccolo paese come Gualtieri a una metropoli come Milano, diciamo che è un bel cambiamento».
Hai avuto modo di incontrare i giocatori della prima squadra?
«Ho parlato con Ranocchia davanti al Duomo di Milano. Ci siamo riconosciuti perché ci eravamo affrontati in una partitella di allenamento il giorno prima».
Vivi e studi insieme ad altri tuoi compagni di squadra?
«Alloggio al Convitto Longone a Milano insieme ad altri 27 ragazzi che giocano nell’Inter, negli Allievi e nei Giovanissimi. Studiamo in una scuola privata».
Come si svolge la tua giornata tipo?
«Alla mattina vado a scuola e dopo si torna al convitto a mangiare. Alle 14.30 passa il pullmino dell’Inter che ci porta all’allenamento, che inizia alle 15.30. Alle 18.30 siamo di nuovo al convitto, e abbiamo un’ora per studiare prima della cena».
E alla sera, a letto presto.
«Certo, siamo molto controllati. Alla sera non si può uscire, tranne il venerdì, perchè al sabato non ci sono lezioni, ma il rientro è previsto al massimo alle 22.30».
I tuoi genitori ti seguono?
«Mi seguono sempre, quando possono. Ma per inseguire il mio sogno, ho lasciato perdere la fidanzata, tanto sono giovane e avrò tempo per trovarne».
Tornare alla Reggiana sarebbe per te un passo indietro?
«Credo proprio di no. Sono reggiano, e giocare con la maglia granata in Prima Divisione sarebbe una bella soddisfazione. Diciamo che non prendo in considerazione altre possibilità al di fuori di Inter e Reggiana».
Andrea Iori










