L'attaccante quest'anno non si muoverà da Catania: "Sono felice, è la chance che aspettavo da tempo"
Reggio Emilia, 27 giugno 2011 - È giunta l’ora di Andrea Catellani: l’anno prossimo esulterà allo stadio Massimino di Catania nella massima serie. L’ha confermato qualche giorno fa direttamente il dg degli etnei, Pietro Lo Monaco, che ha annunciato che «Catellani da Catania non si muove neanche con le cannonate».
Dopo 101 presenze e 20 gol in serie B con le maglie di Modena e Sassuolo, dunque, è giunta l’ora di misurarsi con i difensori della serie A.
Catellani, quest’anno si ferma a Catania in serie A. Che sensazioni prova?
«Mi sento di dire ‘finalmente!’. È la chance che aspettavo, è quello che volevo. Il direttore Lo Monaco me lo ha comunicato qualche mese fa, e ho sentito grande fiducia nei miei confronti».
Lo Monaco ha anche aggiunto che forse è stato uno sbaglio cederla in prestito in questi anni.
«Non esiste la controprova. Ho fatto tre stagioni in serie B da titolare, e questo credo che sia un passaggio quasi obbligatorio per un giovane che proviene dalla Lega Pro. Sono stati anni importanti per me, che mi hanno fatto rendere consapevole del mio valore».
Crede di essere pronto per la serie A?
«Il tempo parlerà. Innanzitutto devo guadagnarmi sul campo la fiducia del mister e una maglia da titolare. Il mio impegno sarà massimo, visto che devo ripagare la fiducia che il Catania ha sempre mostrato nei miei confronti, ad esempio cedendomi in prestito secco».
Giocare nella massima serie a Catania è solo un punto d’inizio o un traguardo?
«Sono ambizioso, non lo nego. Ma ripeto, adesso voglio esprimermi al meglio a Catania».
Si è anche parlato di un interessamento della Juventus nei suoi confronti. Ci sperava?
«Non ne so niente. Ho sempre pensato sempre e solo a tornare a Catania, la squadra che ha creduto in me pagandomi tanto alla Reggiana».
Quest’anno a Sassuolo 33 presenze con 4 gol all’attivo. È soddisfatto della sua stagione?
«È stato un anno un po’ particolare per me e per l’intera squadra. Siamo partiti benissimo, poi un calo ci ha fatto scivolare verso i play-out. Sono annate storte che possono capitare, e che rendono più forti».
Pensa ancora alla Reggiana?
«Non posso negare che è la mia squadra del cuore. Quest’anno ha svolto un ottimo campionato. Oltre ai risultati sportivi, credo che la vittoria più bella sia stata raggiungere una solidità societaria che forse prima mancava. Trovare una società seria come la Reggiana in questi anni di crisi, è difficile».
A cosa dovrebbe puntare la Reggiana?
«Credo che come piazza, Reggio meriti almeno la serie B. Raggiungere la serie A sarebbe un sogno per tutta la città e per i suoi tifosi, dopo tanti anni di serie C».
Nello scandalo del calcio scommesse è implicato anche un suo ex compagno di squadra al Sassuolo, Daniele Quadrini. Non ha mai sospettato niente?
«Assolutamente no. Penso che tutto ciò sia assurdo, ma credo anche che se esistono delle indagini, qualcosa di vero ci deve pur essere».
Cosa ha pensato quando ha sentito il nome di Quadrini?
«Ci sono rimasto molto male. Credo nella sua buona fede, ma se ha sbagliato, è giusto che paghi, come tutti gli altri del resto. Mi dispiace che il calcio sia messo in cattiva luce da persone disoneste».
di ANDREA IORI