L'ex presidente: "Play off? prima salviamoci"
di Roberto Giampietri
Reggio Emilia, 22 febbraio 2012 - «Mi sembre che dopo il cambio in panchina le cose si siano messe a posto. Col Sorrento è stata disputata una buonissima gara, contro avversari tutt’altro che scarsi. Insomma, spero sia arrivato il momento della svolta». Sabato era al Giglio. E non è una novità per le gare interne dei granata. E’ l’ex presidente della Reggiana Clarfiorello Fontanesi ad analizzare il momento vissuto dalla squadra. Una squadra rigenerata dalla cura Zauli-Lanna. E capace di conquistare ben 11 punti nelle ultime sei uscite in campionato.
Fontanesi, secondo lei cosa non andava prima?
«Da fuori è difficile dirlo. Ho letto alcune interviste: basandomi su questo, dico che probabilmente mancava un po’ di serenità».
Non le fa effetto vedere Salvatore Lanna accomodarsi in panchina?
«Credo sia la conclusione naturale di un’ottima carriera da calciatore. Un’altra cosa che posso aggiungere è che con questo staff sembra ci sia armonia».
Sabato era al Giglio. Cosa ha pensato quando ha visto Beppe Alessi a terra dolorante?
«Ho pensato all’anno successivo alla promozione. Era rimasto fuori praticamente tutta la stagione per colpa di un infortunio. E leggendo i giornali, la preoccupazione c’è. Spero non sia nulla di grave».
Alessi sta disputando una stagione straordinaria: sta stupendo anche lei?
«No, assolutamente. Abbiamo sempre detto che vedere Beppe giocare in Lega Pro era uno scherzo. E’ maturato tanto, è cresciuto, è stato responsabilizzato. Sta disputando una stagione stratosferica, la migliore qui a Reggio, ma non mi meraviglia: giocare così è nelle sue corde».
Squadra rigenerata, lecito puntare a qualcosa di più?
«Credo sia dura. La cosa primaria è conquistare una salvezza rapida e tranquilla. Poi, logico: con tutti i deferimenti e le possibili penalizzazioni in circolazione, non si sa mai».
Chi è il giovane che più l’ha colpita?
«Panizzi è la vera sorpresa. Ma anche Sperotto, nonostante sia ai box per infortunio, sta facendo davvero molto bene».
Come valuta la faccenda Saverino?
«Si è sempre dichiarato innocente. Per come lo conosco mi risulta difficile credere che abbia fatto qualcosa di sporco. Non gli avrà fatto piacere chiudere così la sua carriera. Ha reagito da uomo, sono sicuro che, passati i tre anni di stop, rientrerà nel mondo del calcio, magari come allenatore».
Per anni ha vissuto quotidianamente la squadra: le manca?
«Sinceramente no. E’ stata una bellissima esperienza che si è conclusa. Ora guardo le gare con più serenità, con meno patemi rispetto a quando ero presidente».