Risale all'11 luglio scorso l'irruzione dei carabinieri di Viserba in due monolocali di via Sollum. All'interno c'erano sedici extracomunitari, senza alcun contratto d'affitto. Solo qualche giorno fa, al termine di tutti gli accertamenti, è scattata la denuncia. Indaga anche la finanza.
Rimini, 1ottobre 2007 - Sedici extracomunitari, tutti cittadini del Bangladesh, di cui 13 clandestini, stipati in due monolocali. Quando i carabinieri della Stazione di Viserba, hanno aperto le porte dei due ‘appartamenti’ di via Sollum, a Torre Pedrera, si sono trovati di fronte a una visione da Terzo Mondo. Quattro dormivano in un letto matrimoniale, altri quattro per terra, sopra i sacchi di merce contraffatta per migliaia di euro e quelli da 25 kg di riso. Stessa cosa nell’altro buco. Come sempre, nessun contratto d’affitto, solo una cessione fabbricato per due persone ogni monolocale.
La proprietaria, una 57enne, residente a Savignano sul Rubicone, come tutti gli altri prima di lei è caduta dalle nuvole, ma è stata denunciata per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. In attesa che anche la Guardia di finanza, a cui i carabinieri hanno passato l’incartamento, le faccia i conti in tasca. A Verona, qualche tempo fa, per la stessa cosa sequestrarono gli appartamenti, poi confiscati. E l’assessore alla Polizia municipale, Roberto Biagini, conviene che anche per Rimini sarebbe «un segnale forte, un bel segnale».
L’irruzione è stata fatta nel luglio scorso, ma solo qualche giorno fa, al termine di tutti gli accertamenti, è scattata la denuncia. Le prime segnalazioni ai militari, erano partite dalla gente che vive nella zona, e che a ogni ora del giorno e della notte, vedeva gente entrare e uscire dai due minuscoli appartamenti, con un bagno dove ci entra a malapena una persona. Poi, un sopralluogo ‘silenzioso’ da parte dei carabinieri di Viserba, aveva trovato la conferma che lì dentro c’era un bel po’ di gente. Anche se pareva impossibile che riuscissero a starci tutti, anche contarli era praticamente impossibile. Così, l’11 luglio, hanno fatto irruzione alle sei del mattino, per avere certezza di trovarli al completo. Dentro era uno schifo. Esseri umani ammassati come cavallette che dormivano l’uno addosso all’altro. Sedici in tutto, di cui quattro con già un’espulsione (quindi arrestati), quattro in regola, e il resto clandestini. Ma dopo averli ascoltati, nemmeno i carabinieri sono riusciti esattamente a sapere quanti soldi sborsassero al mese. C’è chi ha raccontato che pagava 50 euro a settimana, chi 100 al mese. A ritirare i soldi, qualche volta un loro connazionale che però non conoscevano, altre un italiano, anche questo mai visto.
L’assessore Biagini non si stupisce, questo è uno dei ‘vizi’ riminesi. Ma a Verona hanno ‘inaugurato’ adesso i sequestri degli appartamenti affittati a clandestini. Per la verità, anche a Rimini, anni fa, le forze dell’ordine ci provarono, ma la magistratura restituì le case ai proprietari. «Quando l’ho saputo, ho chiamato subito il Comando di Verona — svela Biagini — loro hanno applicato il codice e il testo unico dell’immigrazione. L’importante in questi casi è trovare la collusione tra il proprietario e l’affittuario. Anche per Rimini potrebbe essere un segnale forte. Bisogna trovare il modo di far pagare anche il proprietario, e anche le forze dell’ordine vedrebbero concretizzati così i loro sforzi investigativi».
al.na.
El Pibe de Oro ha partecipato ad un torneo di seconda categoria, al Riviera Golf di San Giovanni in Marignano, nel riminese, e lo ha vinto LEGGI L'ARTICOLO