• CINEMA
  • BENESSERE
  • INCONTRI
Mooovie
Dieta Club
trova l'anima gemella
        

Leggi il giornale         Prova GRATUITA
Scopri le nostre edizioni locali

Sport

LA MORTE DI PANTANI

La mamma: "Marco è stato ucciso
L'inchiesta deve essere riaperta"

L'uscita del libro 'Vie et mort de Marco Pantani' del giornalista francese Philippe Brunel riporta alla luce vecchi dubbi sulla tragica fine del Pirata nel residence riminese 'Le Rose'. "Nessuno lo conosceva come me, spenderò tuti i soldi per arrivare alla verità"

marco Pantani Rimini, 27 ottobre 2007 - "Marco me l'hanno ucciso", il grido di dolore e d'accusa e' della signora Tonina Pantani, la mamma di Marco. Intervistata dalla Gazzetta dello Sport e da Repubblica, la madre del Pirata torna sulla morte del figlio dopo la pubblicazione del libro del giornalista francese dell'Equipe, Philippe Brunel, che fu amico di Pantani e che, nel suo lavoro, mette in discussione i risultati dell'inchiesta sulla morte del corridore romagnolo. "Me l'hanno ucciso - dice la signora Pantani alla Gazzetta dello Sport - nessuno conosceva Marco come me. Lui era un personaggio noto, e forse dava fastidio a qualcuno. Il mondo del ciclismo non lo amava e non voleva che tornasse a correre. L'inchiesta va riaperta ma non a Rimini. Spendero' tutti i soldi che mi ha lasicato per arrivare alla verita'".

 

Anche su Repubblica la signora Pantani conferma le sue sensazioni. "Marco lo hanno fatto fuori. L'ho detto subito e continuero' a dirlo, anche se c'e' chi mi fa passare per pazza. Con Marco avevo delle sensazioni fin da piccolo. Pensavo che potesse cadere e lui cadeva".

 

Secondo la mamma di Pantani, Marco e' stato ucciso "perche' era una persona che quello che pensava diceva. E voleva dire quello che c'e' di marcio nel ciclismo. Il marcio in generale. C'e' anche in una delle ultime cose che ha scritto: parlate, ragazzi, parlate". Secondo la signora Pantani a suo figlio e' stato impedito di parlare "dicevano che non era credibile. La chiave di tutto e' Madonna di Campiglio - spiega a Repubblica la signora Pantani -.

 

Dopo, l'hanno tagliato fuori. Ha cercato di risalire in bici e ogni volta arrivava una procura, una convocazione, una denuncia, roba che neanche ai delinquenti peggiori. Marco era molto onesto. Se si fosse dopato l'avrebbe ammesso. Non l'ha mai ammesso perche' era pulito. Il libro di Brunel? Il suo collega ci aveva anticipato i contenuti, a noi come famiglia e all'avvocato. Non sapevamo tutti i particolari. Quello, terribile, del cuore di mio figlio che il medico si porta a casa dall'ospedale l'ho saputo leggendo il giornale". "Stiamo parlando di un medico serio, stimato - interviene l'avvocato della famiglia Pantani, Danilo Mastrocinque, anche lui intervistato da Repubblica -. Che parlando con un giornalista gli racconta di aver fatto una cosa illegale. Ma il fatto, secondo me, ancora piu' inquietante, e' che si potesse immaginare un trafugamento del cuore di Pantani dall'ospedale".

 

Poi il legale torna sul libro scritto da Brunel. "Il bolo di materia commestibile e cocaina trovato vicino alla bocca di Marco - spiega il legale - puo' far pensare a una forma di ingestione forzata, ma tocchera' a un magistrato valutare tutti i dati e decidere se riaprire l'inchiesta, come la famiglia Pantani si augura".

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

FOTO DEL GIORNO

Montezemolo riceve il tapiro da Staffelli

Tapiro 'fortunato'
alla Ferrari

Staffelli ha consegnato un tapiro con il  'posteriore' dipinto di rosso a Luca Cordero di Montezemolo per celebrare il trionfo della Ferrari. Il numero uno di Maranello ha ricambiato con un trofeo del cavallino

LEGGI LA NOTIZIA - SPECIALE FORMULA UNO - IL VIDEO Hamilton si consola facendo il dj