Rimini 29 ottobre 2007 - L’Ausl di Rimini aprirà un’inchiesta interna per scoprire chi era la persona che, dai numeri interni di un reparto dell’ospedale Infermi, effettuava telefonate agli spacciatori per rifornirsi di cocaina. La direzione generale dell’Azienda Usl dichiara «con disappunto di avere appreso dalla stampa che da un non meglio precisato numero di telefono dell’ospedale Infermi sarebbero partite telefonate dirette a persone oggetto di indagini da parte della magistratura per spaccio di stupefacenti, si mette a disposizione della magistratura per la prosecuzione delle indagini e qualora da queste risultino confermate le notizie di stampa, l’Ausl si riserva adeguati e tempestivi provvedimenti amministrativi».
E nel contempo chiede di saperne di più per poter effettuare la sua inchiesta interna. Ma vuole capire se si tratti di una sola o più persone e con quale frequenza venivano fatte le telefonate. L’Ausl non ci sta proprio ad avere tra i suoi professionisti persone che fanno uso di sostanze stupefacenti perché anche se tali soggetti, una volta appurato che erano solo ed esclusivamente dei consumatori, usciranno dall’inchiesta della magistratura, verranno comunque segnalati alla Prefettura con tutte le conseguenze amministrative previste nel caso dei consumatori di droga.
L’indagine, battezzata «360 gradi», è stata svolta dai carabinieri del Reparto operativo e dal Nucleo ambientale della polizia municipale ed è stata coordinata dal pubblico ministero, Marino Cerioni. Numerose le persone, con l’accusa di spaccio, già arrestate (le ordinanze portano la firma del giudice per le indagini preliminari, Giacomo Gasparini), mentre tra chi faceva gli ‘ordinativi’ figuravano non pochi professionisti. Come il notaio riccionese Francesco Colucci, attualmente ricoverato all’ospedale di Ancona, dopo, sembra, un malore. La notte di venerdì, tale era lo sconforto in cui era caduto che gli amici hanno temuto che potesse mettere in atto qualche gesto inconsulto. Le sue condizioni non desterebbero preoccupazioni e forse già oggi potrebbe essere dimesso dall’ospedale, per tornare alla residenza nel pesarese.
Colucci si trova infatti ospite di amici, dopo il divieto del magistrato di risiedere nella provincia di Rimini. Il suo interrogatorio dovrebbe svolgersi domani o mercoledì, durante il quale, assistito dai suoi difensori, Veniero Accreman e Moreno Maresi, dovrà difendersi dall’accusa di detenzione e spaccio di considerevoli quantità di cocaina che secondo gli inquirenti metteva a disposizione degli ospiti che frequentavano il suo appartamento riccionese di via Milano. Già da questa mattina, però, davanti al giudice per le indagini preliminari, cominceranno a sfilare gli altri protagonisti di questa vicenda che ha visto scorrere una marea di droga, tra festini a luci rosse e cene conviviali.
Alla Fiera di Rimini torna Ecomondo per parlare di ambiente e sviluppo ecosostenibile
Leggi la notizia