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L'ESITO

Pd, Gnassi senza problemi. Ma adesso viene il difficile

E’ il nuovo segretario provinciale del Partito democratico. Ha ricevuto quasi il 90 per cento delle preferenze. Venti i voti contrari, due nulle, dodici bianche

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Assemblea del Partito democratico di Ancona Rimini, 11 febbraio 2008 - La sua ora arriva alle 13,30, quando molti degli oltre 300 delegati presenti all’assemblea hanno già lasciato l’Astoria. Ad accompagnarlo allora ci pensano le note di Battiato e di Jovanotti, in sottofondo, e le immagini di Rimini, che scorrono veloci sul grande schermo. "Abbiamo i risultati del voto: Andrea Gnassi è stato eletto con l’89% delle preferenze segretario provinciale del Partito democratico", annuncia trionfante Elisa Marchioni.

 

Gnassi, completo scuro, il volto finalmente disteso, si alza, butta lo sguardo alle immagini proiettate sullo schermo e tre ore dopo il suo discorso può tornare sul palco da segretario provinciale del Pd. La sua elezione era scontata, ma stavolta per lui è stato praticamente un plebiscito: dei 319 delegati presenti all’assemblea (sui 378 aventi diritto) lo hanno votato in 285, l’89%. Solo 20 i contrari, 2 schede nulle e 12 bianche. Un plebiscito, appunto.

 

Gnassi lo sa e dice: "È una grande responsabilità, ma è anche segno che in questi mesi abbiamo lavorato bene. E lo dico sapendo che Rimini non ti regala nulla, ha una sanissima diffidenza verso la classe politica. Ma noi dobbiamo avere le idee chiare, ritrovare il gusto della politica, rompendo i i vecchi schemi". Non sarà facile: già da oggi Gnassi dovrà affrontare la grana delle primarie (vedi sopra), e le tante sfide a cui è attesa Rimini.

 

E Gnassi, durante il suo lungo discorso di apertura, le ricorda una a una: il lavoro e dei salari, l’impoverimento delle famiglie riminesi, l’immigrazione crescente, il bisogno di 'aggiornare' il modello turistico della Riviera attraverso decisioni coraggiose. Perché "oggi — sottolinea Gnassi — non capiamo Bologna sulle fiere, e facciamo fatica a capirla sull’aeroporto".

 

C’è bisogno di un grande salto, "come fece Foxbury, che rivoluzionò l’atletica col suo modo di saltare". Per fare il salto, occorre coraggio già alle prossime elezioni. "C’è da parte dei cittadini, degli elettori, dei circoli del Pd la richiesta precisa e onesta delle primarie. Penso che il popolo del Pd vada ascoltato, sosterrò con forza a Bologna e a Roma la richiesta delle primarie". Per rompere gli schemi, come ha fatto Veltroni decidendo di far correre il Pd da solo: "Ma questo — puntulizza Gnassi — non significa rompere le alleanze a livello locale". Per ora.

Manuel Spadazzi

 

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