I consumatori di Rimini sono spaventati anche se i fornitori assicurano che il prodotto è controllato. Il calo degli acquisti sfiora però il 30%
Rimini, 28 marzo 2008 - Mozzarella di bufala? Sui banchi riminesi quella alla diossina non è stata trovata. Tuttavia i consumatori hanno dato un taglio netto all’acquisto di questo latticino la cui vendita è crollata circa del 50 per cento. E per similitudine anche la mozzarella di mucca ha subito una contrazione del 10/20 per cento. Eppure tutti i controlli che sono stati fatti regolarmente dal servizio d’igiene dell’Ausl non hanno riscontrato presenza di diossina, nè di altre sostanze inquinanti.
"I consumatori sono molto spaventati — conferma Paola Minicozzi della latteria di via Garibaldi — anche se i fornitori ci assicurano che il prodotto è controllatissimo. Tra l’altro la nostra mozzarella di bufala arriva dal Salernitano, che non è interessato all’inquinamento. Eppure la gente chiede della mozzarella, ci pensa un po’ e poi molte volte chiede lo squacquerone".
Non cambia molto la tendenza nella grande distribuzione: "Il consumatore ha tagliato un po’ gli acquisti della bufala — conferma Giuseppe Giovannini, responsabile del Conad Ape —. Non si può dire che ci sia psicosi, non è come ai tempi dell’aviaria, però il taglio c’è stato, nell’ordine del 30 per cento. E un po’ è calata anche la richiesta delle mozzarelle di latte vaccino".
"Già prima dell’allarme diossina, con i primi cumuli di rifiuti in strada nel Napoletano, i consumatori hanno iniziato a controllare la provenienza delle mozzarelle di bufala — spiega Giuseppe Bellavista, resposabile del Conad La Fonte —. Per ora non si può parlare di crollo delle vendite, ma certamente l’attenzione su questo prodotto è molto viva".
Parla di una vera e propria «fuga dalla mozzarella» invece Adamo Renzini, del Crai di piazza Ferrari. «Da quando i mezzi d’informazione hanno iniziato a parlare di allarme diossina — spiega —, i consumatori hanno frenato bruscamente i loro acquisti di questo prodotto». Il calo della vendita della mozzarella ‘incriminata’ per Renzini si configura addirittura sull’ ordine dell’80 per cento mentre le ripercussioni sugli ovoletti di mucca sono contenute nell’ordine del 20 per cento.
Infine l’unico caseificio di Rimini, De Martino sulla Marecchiese, produce mozzarelle di bufala, ma con latte che viene acquistato a Cremona dove esiste un allevamento di bufale. "Noi veniamo regolarmente controllati almeno una volta al mese dall’Ufficio d’giene, ma non abbiamo mai avuto problemi".
lo.la.
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