Rimini, 2 aprile 2008 - Il ‘caso’ delle multe del vigile elettronico con relativa valanga di ricorsi, arriva anche sul tavolo della Guardia di finanza. Un ‘interesse’ sollevato dalla discussa sentenza (già acquisita dai finanzieri) del giudice di pace riminese che mette in discussione la notifica della multa fatta dal Comune attraverso la Maggioli. Ma che, soprattutto, riguarda la voce ‘spesa pubblica’, uno dei settori che le Fiamme Gialle dovranno approfondire nei mesi a venire, per verificare se ci sono stati sprechi, spese pazze o spese inutili da parte dell’Amministrazione o chi per lei.
Il caso multe, per i finanzieri, non è di fatto ancora un fascicolo, ma solo un settore in fase in approfondimento. Quella serie di multe annullate, nel caso andrebbero a procurare un danno erariale. E allora, sempre nel caso, di chi sarebbe la colpa? Del Comune che ha applicato una convenzione (quella con Maggioli) che non poteva stringere? Se sì, sarà Palazzo Garampi ( o, sempre, chi per lui) a doverne rispondere (di reato amministrativo si tratta) alla Corte dei Conti. La prima cosa da capire, naturalmente, sarà se la convenzione rispetta i parametri di legge, se era lecito che il Comune desse l’appalto a una ditta esterna.
Un dilemma su cui stanno dibattendo in molti, e che potrebbe alla fine sciogliere proprio la Guardia di finanza che si è messa a ‘studiarlo’ di fino. Nel frattempo, hanno acquisito la sentenza del giudice di pace e tutte le altre carte relative alla vicenda che, si può dire, tiene mezza città con il fiato (e il conto in banca) sospeso. Altro settore della voce ‘spesa pubblica’ su cui stanno mettendo gli occhi le Fiamme Gialle, è quello delle consulenze che il Comune affida di volta in volta. Anche in questo caso, i finanzieri andranno a guardare se queste, che siano tributarie o di qualsiasi altra natura, erano, per così dire, necessarie.
L’Amministrazione, dicono, ha uffici tecnici ed esperti, e, di caso in caso, si chiederanno se la consulenza in questione è stata affidata a ragion veduta o è stata invece, oggettivamente, uno spreco di denaro pubblico. Fermo restando che, almeno per ora, non ci sono indagati nè casi sospetti. Anche perchè hanno appena cominciato. I risultati e le risposte si avranno non prima di maggio. Al sicuro da rischi di strumentalizzazioni politiche che in periodo elettorale crescono come funghi. Un altro filone, infine, sarà quello delle persone decedute, magari da tre-quattro anni, che continuano a percepire buoni libri o altre agevolazioni in denaro che ovviamente si intasca qualcun’altro. Ma lì, già da ora, si dicono sicuri di trovare quello che cercano.
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