Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
ELEZIONI NEL CAOS

Pizza 'congela' milioni di schede

L'azienda di Santarcangelo Maggioli incaricata di stampare 4 milioni e mezzo di schede elettorali per i seggi di Rimini, Modena, Parma e Reggio Emilia. Ma arriva lo stop del Poligrafico dello Stato, Pizza. E' allarme rosso
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Elezioni Rimini, 5 aprile 2008 - Quando anche l’ultima scheda sarà sfornata a qualcuno verrà l’allergia a Pizza. Ma sarà la fine dell’incubo, per i dipendenti della Maggioli Modulgrafica che in una manciata di giorni dovranno stampare due milioni di schede per il Senato. "Uno sforzo immane" che coinvolge le tipografie arruolate dal Poligrafico dello Stato, bloccate da giorni dalla querelle innescata dal leader della rinata Dc.

 

Rotative ferme da giorni, fax che si rincorrono, telefonate da Roma. Deciderà la Cassazione, fanno sapere dal quartier generale dell’azienda di Santarcangelo, incaricata di stampare 4 milioni e mezzo di schede da distribuire poi nei seggi di Rimini, Modena, Parma e Reggio Emilia. Il primo stop arriva il pomeriggio del 2 aprile: fermi tutti, decreta il Poligrafico. Un fax spedito il giorno dopo annulla l’ordine: l’inchiostro torna a scorrere. Ma per poco. Una telefonata riblocca tutto. L’ultima puntata delle «Pizza connection» si consuma nel primo pomeriggio di ieri.

 

Mauro Villa, direttore della Maggioli Modulgrafica, getta lo sguardo al foglio sputato dal fax. "E’ allarme rosso — commenta sconsolato — ormai è ufficiale. Da Roma fanno sapere che la stampa delle schede del Senato potrà ripartire soltanto la mattina del 9 aprile, quando sarà resa nota la pronuncia della Cassazione". Scatta il piano d’emergenza. "Avremo tre giorni scarsi per stampare, piegare e spacchettare le schede — spiegaVilla — poche ore per fare il lavoro che normalmente richiede dieci giorni".

 

Se Pizza otterrà il suo angolo di scheda, si dovranno rifare gli impianti di stampa, nuovi cd da trasmetter alle tipografie, "insomma si ricomincia da zero".
Intanto alla Maggioli si va formando la task force che, a ciclo continuo, confezionerà i pacchetti da 50 schede da consegnare non più tardi di sabato mattina alle prefetture. "Tutti i dipendenti saranno richiamati in servizio — anticipa Villa — 24 ore su 24, non si sgarra. Sarà durissima, ma anche questa volta ce la faremo. E’ già successo due anni fa, quando fummo contattati il sabato pomeriggio dal Comune di Milano per stampare 300mila schede sbagliate. Un simbolo elettorale inserito per errore al posto di un altro rischiava di compromettere l’esito del voto. Alle 4 del mattino del giorno delle elezioni l’inchiostro era ancora caldo e le schede nei seggi. Ma questa volta sono due milioni, sarà una settimana rovente".

 

Anche se bloccate dal «caso Pizza» le tipografie hanno potuto concentrarsi sulla Camera, dove il simbolo della Dc non è presente. Ma gli ingredienti del giallo terranno inchiodate le rotative fino all’ultimo. Senza contare, spiegano gli esperti, i rischi legati al voto estero. Questa è l’eventualità che più spaventa il Viminale, nel caso in cui la lista di Pizza venga ammessa. Chi ha già votato non ha potuto eventualmente farlo per la Dc. Questo offrirebbe a chiunque la possibilità di fare ricorso per annullare le consultazioni.
 

Carlo Andrea Barnabè

 

LA FOTO DEL GIORNO

cacca a Oltremare

A Oltremare arriva 'Caccaland'

Una mostra di storia naturale incentrata sul tema della...cacca. L'esposizione interamente dedicata al mondo delle feci resterà aperta fino al 10 giugno
Leggi la notizia

Mister Blues

DAL WEB

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli