Pioggia di ricorsi contro le denunce da etilometro. I multati: "Non è alcol, ma collutorio per la tosse". La polstrada controlla i medicinali e va dal giudice di pace: "Sono soltanto scuse" Commenta
Rimini, 17 aprile 2008 - Lo sciroppo come una sbronza. Il collutorio come una boccia di whisky. E allora basta un mal di gola per far schizzare in alto l’etilometro. E’ l’ultima fesseria che ha tirato in ballo un mucchio di persone. Quelle che hanno spedito il loro ricorso sulla scrivania del comandante della Polstrada di Rimini. Il succo è: non siamo ubriachi fradici per l’alcol. Ma per le medicine, responsabili della positività all’etilometro. E qui casca l’asino. Perché a far strozzare di tosse i contestatori delle denunce sono stati gli agenti. Che, davanti al coordinatore dei giudici di pace di Rimini, hanno dimostrato che la furbizia ha le gambe corte.
I poliziotti agli ordini del comandante Angelo Frugieri hanno fatto scattare accertamenti in una farmacia. Il loro scopo: catalogare ogni sorta di collutorio e sciroppo con contenuto alcolico. Il controllo è stato impietoso. E’ risultato che di 504 collutori in commercio, solo 59 hanno una percentuale d’alcol talmente insignificante che nelle spiegazioni non è neanche menzionata. Ma, sempre sui collutori, si precisa che che non vengono cacciati in gola, per cui è impossibile che possano determinare una prova positiva all’etilometro superiore a 0,50 grammi/litro, anche perché il misurino è di 10/15 millilitri. La lente degli agenti s’è adagiata anche sulle bottiglie di sciroppo. In commercio ce ne sono 143.
Di queste, 41 hanno nel loro contenuto una minima percentuale d’alcol. Così minima che, nella gran parte dei casi, non lascia tracce nel foglietto illustrativo. In altri casi viene indicato di non mettersi alla guida per senso di sonnolenza o vertigini che potrebbe causare il prodotto. Dunque, secondo i controlli della Polstrada, "è doveroso precisare che la quantità assunta di sciroppo è tale da non poter in alcun modo alterare il test etilometrico". Secondo la Polstrada, per superare la soglia di legge fissata in 0,50 grammi/litro, bisognerebbe bersi una damigiana. Il teorema è chiaro: "Il reato di guida in stato d’ebbrezza si configura ugualmente. Il collutorio o lo sciroppo non sono una scusante".
Giorni addietro, la Polstrada ha bussato all’ufficio del coordinatore dei giudici di pace di Rimini, la dottoressa Varisco. Lo scopo è stata una dimostrazione con l’etilometro. Sono state fatte prove. Cavie, due agenti, a stomaco vuoto. Con un bicchiere di birra, l’etilometro ha fatto segnare per la coppia di poliziotti valori di 0,21 e 0,23 grammi/litro. Al secondo bicchiere, il tasso è salito rispettivamente a 0,34 e 0,37 grammi/litro. Così è andata un’altra tappa della caccia alle «volpi» del sabato sera. Solo nello scorso weekend, sono piovute denunce. Per sette ragazzi. Erano imbottiti d’alcol. Ubriachi fradici. Altro che sciroppo.
Giorgio Guidelli
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