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IN TRIBUNALE

Il destino dell'imputato Biagini
'appeso' allo specchietto dell'auto

Uno specchietto scomparso sul luogo dell'incidente che ha visto morire Samanta Moretti la ragazza riminese  scomparsa nel 2001 all'uscita dalla discoteca Mosquito di Spadarolo. Il difensore dell'imputato, Davide Biagini di Villa Verucchio, punta sull'inattendibilità dei testimoni
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Samanta Moretti Rimini, 23 aprile 2008 - Tutto ruota intorno allo specchietto della vettura che investì e uccise Samanta Moretti, la ragazza riminese che perse la vita per colpa di un pirata della strada l'11 novembre del 2001 all'uscita dalla discoteca Mosquito a Spadarolo. Imputato di omicidio colposo  Davide Biagini, 37 anni di Villa Verucchio, accusato di aver investito la giovane, ma soprattutto di aver cercato di depistare le indagini occultando le prove dell'investimento fra le quali appunto lo specchietto di un'auto.

 

Per lui il Pm aveva chiesto la condanna a 5 anni e 6 mesi. Oggi in Tribunale a Rimini ha preso la parola l'avvocato difensore, Piero Venturi, che ha sostenuto l'innocenza dell'assistito, puntando sull'inattendibilità delle testimonianze e sul fatto che non sia assolutamente provata la circostanza accusatoria secondo la quale Biagini sarebbe tornato sul luogo dell'incidente per recuperare lo specchietto staccatosi dalla vettura dell'investitore. A provare l'innocenza di Biagini, il fatto che lui stesso aiutò quella notte i soccorritori. La sentenza è attesa per la prossima settimana.

 

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