Rimini, 26 aprile 2008 - Quando è nato (prematuro) pesava solo un chilo e 700 grammi e, poche ore dopo la nascita, è stato portato in sala operatoria. E' rimasto sotto i ferri per ben sei ore, ma ora sta bene. E' una storia a lieto fine quella di un bambino portatore di una rara patologia, l'atresia dell'esofago, cioé la mancanza della parte intermedia dell'esofago: provoca nascita prematura e poi porta alla morte del neonato in breve tempo per polmonite chimica dovuta al riflusso dei succhi gastrici nelle vie respiratorie.
E si tratta, peraltro, di una malformazione molto difficile da diagnosticare attraverso gli esami prenatali. Ma nel caso del piccolo, operato nei giorni scorsi all'Ospedale 'Infermi' di Rimini, è andato tutto bene: la diagnosi prenatale è stata possibile ed è risultata confermata alla nascita del neonato. L'intervento chirurgico subito dopo, guidato dalla dottoressa Silvana Federici, primario dell'Unità Operativa di Chirurgia Pediatrica dell'Ospedale, è durato appunto sei ore ed è stato effettuato con tecnica microchirurgica ed ingrandimenti.
"In questa maniera - spiega Federici - è stato possibile lavorare su organi 'in miniatura' e ricostruirli in maniera corretta e funzionale". L'intervento, informa una nota dell'Ausl, è andato bene e ora, a circa due settimane di distanza, il piccolo, libero da tubi, respira spontaneamente e può finalmente essere allattato, "con sua grande soddisfazione" spiega ancora la "chirurga dei bambini".
Quello dell'Ospedale di Rimini è un successo reso possibile grazie all'alta professionalità del gruppo multidisciplinare che opera all''Infermi' e che segue le gravidanze a rischio di malformazione congenite, composto da ginecologi prenatali, neonatologi, genetisti, anestesisti, chirurghi pediatrici e infermieri, e che coinvolge le Unità Operative di Ginecologia e Ostetricia (guidata dal dottor Antonio Cerreoni), Terapia Intensiva Neonatale (Nicola Romeo), Anestesia e Rianimazione (Amedeo Corsi) e naturalmente la Chirurgia Pediatrica guidata da Federici.
Un team che lavora in modo integrato e che prende in carico le coppie in attesa di bimbi con patologie congenite, e le segue dalla diagnosi, all'intervento chirurgico fino alla dimissione, informandole attraverso adeguati colloqui illustrativi. Un modo di operare che solitamente si trova solo nei grandi centri specializzati, e che a Rimini è reso possibile dalla motivazione, oltre che dalla preparazione dei professionisti, e grazie al quale all'"Infermi" giungono pazienti anche da altri territori.
Sulla spiaggia libera di Rimini porto, dall'1 al 4 maggio, sei squadre e oltre 130 cavalli scendono in campo nell’unico torneo su sabbia in Europa