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REDDITI

Più furbi che poveri: il 61%
dichiara meno di 20mila euro

La stragrande maggioranza dei riminesi vive sulla soglia della sopravvivenza. Ma si rileva la contraddizione per il livello dei consumi e degli indici economici registrati sul territorio
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Aumenta l'addizionale Irpef Rimini, 6 maggio 2008  - Dichiarano di più, ma pagano di meno. Sale il numero dei contribuenti riminesi che denuncia redditi medio-alti, mentre si sgonfia l’imponibile Irpef pro capite: da una media di 20.121 del 2004 ai 19.612 del 2005. La finestra sulle tasche degli italiani, spalancata dal vice ministro Visco, mette in luce un dato, peraltro già noto: la stragrande maggioranza dei riminesi (61.36 per cento nel 2005) vive sulla soglia della sopravvivenza. Si tratta di contribuenti che dichiarano un reddito inferiore ai 20mila euro.

 

"Superfluo rilevare la contraddizione — sintetizza l’assessore Antonella Beltrami — dati che fanno a botte con il livello dei consumi e gli indici economici registrati sul territorio". Finti poveri o furbetti? La Beltrami si tiene alla larga dalle etichette, ma i conti parlano da soli. "Nel raffronto dei dati 2004-2005 emergono due aspetti. Aumenta sensibilmente (3.99 per cento) il numero dei contribuenti che dichiarano redditi tra i 20mila e i 40mila euro. In salita anche chi denuncia fino a 100mila euro e oltre. Calano invece i redditi più bassi: si riduce infatti dell’1.8 per cento il numero di chi denuncia meno di 20mila euro".

 

Insomma, una Rimini un po’ più ricca, anche se la media pro capite è in discesa. "Questo significa che nelle casse del Comune di Rimini entreranno meno soldi con l’addizionale Irpef del 2005", ragione la Beltrami. Un ammanco che, sostengono in molti, verrà ampiamente ripagato dall’effetto Visco fatto registrare nel 2006. "Ci si attende un gettito superiore, dovuto anche all’aspra lotta all’evasione condotta dal vice ministro".

 

Protetti dalla privacy, e dalle incursione dei "guardoni" on line, gli evasori continuano a dormire sonni tranquilli. A risvegliare le categorie ci penseranno i pubblici amministratori che da mesi stanno lavorando per rendere pubblici i dati contributivi per categorie. "Il progetto allo studio è quello di ricostruire — spiega l’assessore Beltrami — la fasce di redditi denunciate da bagnini, operai, albergatori, impiegati e via dicendo".

 

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