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MARCO DE BIASE

Solare e altruista, il suo sogno vivrà

Il giovane di Saludecio morto per le ferite riportate nell'incidente di venerdì scorso con la moto, darà speranza a altri ragazzi grazie alla donazione dei suoi organi. Un dolore composto e silenzioso quello dei parenti e amici di Marco

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Marco De Biase Rimini, 6 maggio 2008 - "Il cuore di Marco potrà dare la vita a un altro ragazzo e il sorriso a un’altra mamma". L’unica consolazione, nel grande dolore di zia Luciana, sorella della madre di Marco De Biase, il giovane di Saludecio morto per le ferite riportate nell’incidente di venerdì scorso. Il ragazzo, 23 anni, stava viaggiando sulla Provinciale, verso Morciano, in sella a una Yamaha, quando aveva perso il controllo della moto che era andata a schiantarsi contro il guard-rail. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime, e suo cuore ha resistito fino a domenica a mezzogiorno, quando si è fermato per sempre.

 

Un dolore silenzioso e composto, quello di zia Luciana, così come quello della famiglia di Marco, i genitori hanno autorizzato l’espianto degli organi senza alcuna esitazione. Un gesto immediato e altruista nella devastazione della tragedia che li ha colpiti. "La decisione è partita dal papà e dalla mamma — spiega la zia — per loro era importante che la vita di un altro ragazzo potesse continuare grazie a Marco".

 

Un gesto che va a sottolineare alcune delle caratteristiche peculiari della personalità della giovane vittima che lavorava come operaio e la cui vita ora ricostruiscono pezzo per pezzo i suoi amici, non solo di Saludecio, ma anche di Mondaino e dei paesi limitrofi, che fino all’ultimo hanno sperato e pregato perchè riuscisse a farcela. Ma i medici non avevano lasciato speranze, soltanto un miracolo avrebbe potuto salvarlo. Chi lo conosceva bene, lo racconta come un ragazzo solare, altruista, disponibile e affettuoso.

 

Un giovane innamorato della vita e di Alessandra, l’inseparabile fidanzata di 21 anni, sua vicina di casa e figlia del suo datore di lavoro. Sembra che la sera del terribile incidente, Marco stesse recandosi a fare rifornimento proprio alla Yamaha R6 della sua ragazza, ancora impegnata a conseguire la patente di guida per le moto. Le due ruote ed i motori, del resto, da sempre erano la sua grande passione, e ormai da anni tra gli ‘amori’ di Marco, c’era la sua Ducati 748. "Era appassionato di moto e fin da ragazzino era un perfetto meccanico — dicono gli amici con gli occhi lucidi e l’espressione ancora incredula — ma non era un amante della velocità. Anzi, Marco era un ragazzo molto attento".

 

Ma, raccontano, da tempo lui aveva un sogno nel cassetto: quello di fondare a Saludecio il primo moto club. Un sogno, assicurano gli amici, che la morte non potrà spezzare e che già nei prossimi mesi potrebbe diventare realtà. Quello che non ha avuto il tempo di fare lui, promettono, lo realizzeranno loro. Lo faranno in sua memoria, e per il bene che gli hanno voluto. Intorno alla famiglia di Marco, il cui padre è un brigadiere della Stazione dei carabinieri di Saludecio in pensione da soli pochi mesi, si è stretto l’intero paese. I funerali si svolgeranno oggi pomeriggio, alle 16, nella Chiesa parrocchiale di San Biagio, a Saludecio. 

Matteo De Angelis

 

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