Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
SICUREZZA

Seicento immigrati espulsi, ma solo in pochi partono

Per ogni mille abitanti, la provincia di Rimini conta 16,5 clandestini. L'ufficio immigrazione della questura solo nel 2007 ha emesso 600 espulsioni, con 196 accompagnamenti alla frontiera e 42 inviati ai centri di accoglienza

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Cladestini, controlli carabinieri Rimini, 13 maggio 2008 -Per ogni mille abitanti, la provincia di Rimini conterebbe 16,5 clandestini. Piazzandosi, secondo un censimento pubblicato ieri dal ‘Sole 24 ore’, al 16° posto in Italia come presenza di extracomunitari irregolari. Il polso della situazione, per quanto è possibile averlo in un settore ‘sommerso’ come questo, è l’Ufficio immigrazione della questura di Rimini che solo nel 2007 ha emesso 600 espulsioni, con 196 accompagnamenti alla frontiera, a cui si aggiungono i 42 inviati ai centri di accoglienza.

 

Nei primi mesi del 2008, gli accompagnamenti sono già arrivati a 69. In cima alla lista, come sempre, ci sono gli albanesi, seguiti da brasiliani, moldavi, marocchini e ucraini. La popolazione non italiana regolarmente residente qui, invece, sfiora i 20mila, con un incremento del 12,9 per cento, rispetto all’anno precedente. La nostra provincia, spiegano però gli ‘addetti ai lavori’ conta due tipi di clandestini. Quelli stanziali e i pendolari. Questi ultimi sono rappresentati in gran parte dai venditori abusivi che all’inizio dell’estate arrivano in massa sulle spiagge riminesi. Extracomunitari che provengono da altre province e che si piazzano in riviera solo per fare la ‘stagione’, per poi ritornare da dove sono venuti.

 

La ‘linea’ praticata in provincia è quella dell’espulsione immediata con accompagnamento. Non sempre possibile, però, perchè tra la teoria e la pratica ci sono in mezzo un bel po’ di ostacoli. Tanto per cominciare, per l’espulsione occorre, oltre naturalmente ai documenti del clandestino in questione, un posto libero sull’aereo che deve riportarlo in patria. Combinazione che non sempre si verifica. Fermo restando che in questura, un clandestino può essere trattenuto al massimo 48 ore, se non si trova posto sull’aereo può essere inviato in uno dei centri di accoglienza, in attesa dell’accompagnamento.

 

Ma neanche questo passaggio è così automatico. I centri, dicono, sono pieni, e quei posti liberi che ci sono, vengono quasi sempre tenuti in previsione degli sbarchi che puntualmente si verificano. L’ultima ‘spiaggia’, per gli inquirenti è quello di emettere un ordine di espulsione con l’obbligo di lasciare il territorio entro cinque giorni. Se questo non avviene e la persona viene fermata, scatta l’arresto. Processo, condanna, fuori di nuovo, e il ‘circolo’ vizioso ricomincia. Senza contare che ci sono clandestini che la polizia ha accompagnato almeno tre volte alla frontiera, per vederseli, di nuovo, rientrare dalla ‘finestra’.

 

 

LA FOTO DEL GIORNO

Ricchiuti e Ravaioli

Le mamme fan festa con Ricchiuti e Ravaioli

Grande festa della mamma al Ghetto turco di Rimini, organizzata dalla Pro Loco e dal club dei tifosi biancorossi ‘Gianfranco Sarti’.  Alla festa ha preso parte anche il sindaco Alberto Ravaioli e il capitano della squadra biancorossa Adrian Ricchiuti. Il club ‘Sarti’ ha potuto presentare i risultati dell’attività benefica  con la vendita dei calendari della squadra biancorossa. 

Mister Blues

DAL WEB

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli