Lui, vedovo, all’epoca con più di ottanta anni sulle spalle, decise di sposare la donna tunisina che faceva le pulizie in casa sua. Ora spetterà al giudice decidere se cancellare o meno l'unione della coppia
Rimini, 14 maggio 2008 - Giura sulla sua impotenza, pur di ottenere l’annullamento del matrimonio. Protagonista dell’insolita causa, un novantenne riminese che nel 2000 era convolato a nozze con una tunisina con meno della metà dei suoi anni. Adesso, ‘armati’ l’uno contro l’altra, sostengono versioni diametralmente opposte, e toccherà al giudice decidere se cancellare ogni traccia di quell’unione.
Lui, vedovo, all’epoca con più di 80 anni sulle spalle, decide di sposare la donna che fa le pulizie in casa sua. Una tunisina, raccontano lui e i suoi parenti, con la quale c’era un chiaro accordo. Il matrimonio avrebbe dato a lei la cittadinanza e a lui una badante a vita. Insomma, un’affare per entrambi. Nient’altro. Un accordo, sostengono i riminesi, che lei aveva violato però pochi mesi dopo le nozze. Appena ottenuto la cittadinanza, aveva fatto le valigie, con un arrivederci e grazie. Così le avevano fatto causa, svelando il matrimonio simulato.
Respinta dal giudice che, vista la convivenza, l’aveva invece ritenuto valido. Perso il primo round, sono partiti ora con il secondo tentativo. Il matrimonio è da annullare, perchè non è stato consumato. Per sua stessa ammissione, il marito era impotente. La moglie tunisina, rappresentata dall’avvocato Luca Brugioni, nega ad oltranza. Prima di tutto, sostiene, non è stata lei ad andarsene ma i parenti di lui a cacciarla (eredità in vista) e comunque il matrimonio è stato più che consumato.
Tutto è tornato così sul tavolo del giudice che vista la nuova ‘materia’ del contendere, ha chiesto una consulenza tecnica sulle ‘potenzialità’ del marito. Il perito ha risposto che a quell’età si presume che al novanta per cento l’uomo non sia effettivamente in grado di soddisfare la consorte. Le due parti in causa, dovranno aspettare così la prossima udienza per sapere se resteranno marito e moglie (in questo caso lei manterrà i suoi diritti), o se invece non sono mai ‘esistiti’.
Grande festa della mamma al Ghetto turco di Rimini, organizzata dalla Pro Loco e dal club dei tifosi biancorossi ‘Gianfranco Sarti’. Alla festa ha preso parte anche il sindaco Alberto Ravaioli e il capitano della squadra biancorossa Adrian Ricchiuti. Il club ‘Sarti’ ha potuto presentare i risultati dell’attività benefica con la vendita dei calendari della squadra biancorossa.