E' partita la campagna di prevenzione e bonifica delle riviera romagnola per sconfiggere la zanzara tigre e prevenire il virus della chikungunya, malattia febbrile acuta. L'invito alla cittadinanza: non accumulare acqua stagnante
Rimini, 15 maggio 2008- Lotta alla zanzara tigre e prevenzione al virus chikungunya: si parte. Tra le novità di quest’estate, oltre a una campagna di prevenzione e bonifica senza precedenti sulla riviera, specie nel Riminese (oltre 1,6 milioni di euro investiti), c’è una sorta di task-force sanitaria dedicata. Quasi un’«unità di crisi», nel malauguratissimo caso che il virus possa ripresentarsi, dopo la sporadica comparsa nell’ultima tranche della scorsa estate. Quando colpì in alcune zone di Rimini, del Ravennate, e in provincia di Forlì-Cesena, e Bologna.
La chikungunya è una malattia febbrile acuta virale, epidemica, trasmessa dalla puntura di zanzare tigre infette (non di tutte, solo una eventuale piccolissima parte della popolazione d’insetti). Chikungunya significa letteralmente «febbre spacca ossa» in dialetto swahili, regione tropicale dove si è evidenziata. "Intanto — spiega l’assessore provinciale Fabrizio Piccioni — quest’estate le analisi di laboratorio si potranno fare a Cesena. Lo scorso anno si dovevano inviare i campioni a Roma. E servivano tre giorni. Quest’estate, dovesse risultare necessario, e ci auguriamo non lo diventi, si avranno i risultati in giornata. E’ evidente come questo sia di grande rilievo, sia dal punto di vista della diagnosi che della comunicazione.
Sull’argomento il rischio vero è che si crei una psicosi. Con le persone punte da zanzara tigre che, non sapendo distinguere correttamente i sintomi, vadano nel panico". Per quanto concerne l’Ausl, il coordinamento dei lavoro sanitario è affitato al dottor Francesco Toni, responsabile dell’Igiene pubblica dell’Ausl. Per lunedì prossimo è fissato un vertice in Provincia, tra ente provinciale, Ausl, e rappresentanti tecnici e politica di tutti i Comuni. In prima fila i cinque rivieraschi, più Santarcangelo. Nel capoluogo si è già svolta la parte «speciale» di campagna di bonifica, con due passaggi a distanza di 15 giorni, in aprile.
"Abbiamo trovato le prime larve, e situazioni in cui c’erano sottovasi e altri possibili luoghi di incubazione delle uova", spiega Pierangelo Botteghi, che ha seguito la campagna per Hera. Fatti interventi casa per casa, da task-force di 6 persone, in un raggio di 300 metri di distanza da ciascuna casa dove risiedono i 6 riminesi infetti a fine estate 2007. Tre case in zona nord, una a San Giuliano, una in direzione Covignano, una a Miramare. I tutto bonificata un’area di 50mila metri quadri. Partiti ovunque anche gli interventi ordinari. Nei Comuni più grossi 5 in aree pubbliche (tombini ecc.) e 4 nelle abitazioni private. "L’invito — prosegue l’assessore riminese alla Sanità, Stefano Vitali — è pressante: evitare accumuli di acqua stagnante: teli, sottovasi, recipienti. Ne abbiamo trovati molti in zona San Giuliano".
Grande festa della mamma al Ghetto turco di Rimini, organizzata dalla Pro Loco e dal club dei tifosi biancorossi ‘Gianfranco Sarti’. Alla festa ha preso parte anche il sindaco Alberto Ravaioli e il capitano della squadra biancorossa Adrian Ricchiuti. Il club ‘Sarti’ ha potuto presentare i risultati dell’attività benefica con la vendita dei calendari della squadra biancorossa.