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CONSIGLIO COMUNALE

Gli alloggi per extracomunitari
passano con un "colpo di genio"

Il Comune di Rimini ha vinto un finanziamento di 224mila euro grazie al bando Ferrero. Prevede 80-100 alloggi a prezzo calmierato riservato agli extracomunitari per tre anni. L'amministrazione spenderà 56 mila euro, il 20% del totale

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Extracomunitari Rimini, 30 maggio 2008 - Il Comune ha vinto un finanziamento ministeriale di 224 mila euro grazie al bando Ferrero. Prevede 80-100 alloggi a prezzo calmierato riservato agli extracomunitari per tre anni. L'amministrazione spenderà 56 mila euro (il 20% del totale). "E' un progetto molto articolato", spiega Buldrini: al di là del canone basso (circa 100 euro) è prevista l'intervento di mediatori culturali e corsi di italiano, il tutto con il coinvolgimento di Acer, Caritas e delle associazione di migranti del territorio.

 

"Non escludo che passati i tre anni il progetto possa avere un'autosufficienza senza esborso dell'amministrazione comunale", aggiunge l'assessore del Prc. Ribadisce che il bando Ferrero era riservato a progetti per gli immigrati e conclude: "Così andiamo a completare le politiche di emergenza abitative del Comune". Tutte argomentazioni alle quali il centro-destra non vedeva l'ora di replicare, se non fosse caduto nel proprio tranello. La maggioranza assicura che la mossa non era premeditata e parla di "colpo di genio" di Arlotti. 

 

Nei soli banchi della minoranza si erano prenotati in sei per contestare gli alloggi a prezzo calmierato riservati agli extracommunitari, eppure la delibera è passata senza dibattito ieri sera nel Consiglio comunale di Rimini. Motivo? Alla fine dell'illustrazione dell'assessore all'Integrazione Vittorio Buldrini, i consiglieri dell'opposizione escono in blocco per far mancare il numero legale. Però non solo il centrosinistra tiene- 22 i presenti all'appello- ma riesce anche a cancellare il dibattito. Appena concluso l'appello infatti, sul maxi schermo dell'aula scompaiono le tre richieste di intervento della maggioranza. Tiziano Arlotti (Pd) chiede la parola al volo sull'ordine dei lavori: "Visto che nessuno fra i presenti chiede la parola, chiedo la messa ai voti immediata della delibera".

 

E così avviene: la convenzione tra Comune e ministero delle Politiche sociali passa a maggioranza, si astengono Claudio Dau (La Destra) e Eraldo Giudici (Popolari-liberali) mentre il resto della minoranza voto contro, protesta e si avvia verso l'uscita. Torneranno progressivamente Pasquale Barone di An, Giudici, Stefano Casadei dello Sdi e Gioenzo Renzi di An per il resto della seduta). La maggioranza e soprattutto Buldrini applaude in modo beffardo, ma nel centrosinistra c'è anche sollievo. E' stato infatti evitato un lungo dibattito su un provvedimento che sanno di non essere molto popolare.










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