Dopo l'ultimatum del sindaco Ravaioli allo sgombero del centro di via Montevecchio, i responsabili del Comune hanno fatto dietrofront dopo la resistenza pacifica di 40 giovani. Sembra che questo sia stato però il primo tentativo 'soft' di picchettaggio
Rimini, 3 giugno 2008 - E' scaduto l'ultimatum per i giovani del centro sociale Paz in via Montevecchio a Rimini. Il laboratorio del movimento di estrema sinistra ha occupato da tempo quel luogo che era stato ufficialmente predisposto allo sgombero, dal sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli. Questa mattina sono arrivati alcuni operai accompagnati da un dirigente del Comune e da alcuni vigili urbani, ma davanti al centro hanno trovato gli occupanti pronti a resistere.
I responsabili amministrativi hanno trovato porte e finestre sbarrate e circa 30-40 giovani. Dopo una pacifica discussione, tutto è stato lasciato al suo posyo. I giovani del Paz, che avevano minacciato presidi in piazza Cavour davanti alla sede del Comune, in caso di sgombero forzato, hanno trasformato il previsto picchettaggio in un festa pacifica in piazza, per spiegare le loro ragioni nel non voler abbandonare la scuola occupata.
Sembra però che il Comune abbaimo fatto solo un primo tentativo 'soft', ma che nei prossimi giorni ci saranno interventi più decisi. A questo punto la parola passa alle forze dell'ordine e al Prefetto. Intanto alcuni esponenti dei Verdi di Rimini e dell'Emilia- Romagna hanno inviato un appello a Ravaioli, definendo ''sconcertante'' la sua decisione. I Verdi chiedono a tutte le forze politiche una trattativa ''per trovare uno spazio adeguato per le attività del centro Paz''.
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