Un'onda di alberi e vetro, giardini e cemento, quella proposta dall'architetto belga Jiulien de Smedt e dallo studio Altieri
Rimini, 13 giugno 2008 - Come un’alta marea. Un’onda anomala, di alberi e vetro, giardini e cemento (troppo, secondo alcuni) che sale e scende, e poi risale ancora. Un ‘mare’ artificiale, a ridosso di quello autentico, quello immaginato da Julien de Smedt e dallo studio Altieri. E che, se vincerà la sfida con l’altro project financing, presentato da Coopsette col progetto di Jean Nouvel, cambierà per sempre i 2 km del lungomare tra il porto e piazzale Kennedy.
"L’idea che ci ha guidato durante la progettazione — premette de Smedt — è sempre stata quello di restituire l’orizzonte, il paesaggio marino alla città, e allo stesso sollevare il lungomare, con dolcezza...". Il risultato è il lungomare «a onde» che da ieri, finalmente, tutti i riminesi possono vedere e giudicare. Il progetto, per il quale lo studio Altieri è pronto a investire, insieme alla ditta Mantovani, 120 milioni di euro, prevede il completo rifacimento non solo del lungomare, ma anche delle attività che si trovano oggi al porto.
Sparisce la strada, e spariscono i parcheggi, che andranno sotto terra: si calcolano almeno 2mila posti auto, seminterrati. Al loro posto una lunga serie di strutture fatte a onda, appunto, costituite da ampie vetrate e dalle coperture a volta, che vanno a formare così decine e decine di collinette. Tutte perfettamente percorribili a piedi. "Si potrà salire e scendere dalle ‘onde’: ogni centimetro è calpestabile, pure i tetti delle strutture", spiega de Smedt.
In pratica le strutture saranno "parte integrante dell’arredo", "vere piazze" (un centinaio in tutto), e il lungomare sarà finalmente fruibile da tutti ovunque. Tra il piazzale Kennedy e il piazzale Fellini le strutture saranno non più alte di 5 o 6 metri, destinate a negozi e attività commerciali (mentre, interviene Melucci, non cambia la destinazione della palazzina Roma), che complessivamente occuperanno circa 10mila metri quadrati.
In piazzale Fellini "abbiamo pensato a una grande arena, per eventi e concerti, e anche questa fatta sarà a forma di onda". E’ da qui poi che il parco del Grand Hotel si snoderà e proseguirà sulle ‘onde’ del lungomare. C’è tanto, tantissimo verde nel progetto, che prevede in piazzale Boscovich spazi per la cultura e lo spettacolo (sempre ricavati sotto le onde...) e soprattutto un lussuoso maxi hotel a 6 piani, con vista mare e parcheggi interrati.
Sarà il wave hotel, l’hotel a onde: un complesso avveniristico, ma pure di un certo impatto. Come il nuovo ponte pedonale mobile, che collegherà il portocanale alla darsena. E tutte le attività esistenti? "Il club nautico resta lì dov’è, e così il circolo tennis, che sarà migliorato e sistemato", assicura de Smedt. "Le altre attività, come i locali e i ristoranti, saranno mantenute — aggiunge Altieri — Ma daremo loro un vestito e un contenitore nuovi".
di Manuel Spadazzi
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