Tre anni di carcere per truffa aggravata per la vendita della nota discoteca riminese nel 2001. Alla sbarra Giorgio e Emanuele Soleri, padre e figlio, entrambi commercialisti. Condannato solo Emanuele, che dovrà anche pagare una provvisionale di 100mila euro
Rimini, 20 giugno 2008 - Si è chiuso ieri con una condanna a tre anni di carcere, l’ultimo atto del processo per truffa aggravata che vedeva al centro di tutto la vendita del Paradiso. Alla sbarra c’erano due noti commercialisti riminesi, Giorgio ed Emanuele Soleri, padre e figlio. Ma, mentre il primo è stato assolto, così come chiesto dallo stesso pubblico ministero, ad Emanuele Soleri è stata inflitta una condanna decisamente pesante, tre anni, oltre al pagamento di una provvisionale di 100mila euro alle parti civili, i fratelli reggiani Massimo e Roberto Buffagni, imprenditori della notte, proprietari di Villa delle Rose e Peter Pan.
Tutto comincia nel 2001, quando Gianni Fabbri decide di vendere lo storico locale di Covignano. Gli aquirenti sono, o meglio, dovrebbero essere i fratelli Buffagni, ma l’affare, che viaggia sui 10 miliardi delle vecchie lire, marca il passo perchè i due in quel momento non hanno disponibilità sufficienti. Si fa avanti il loro commercialista, Emanuele Soleri che proprone di fungere da finanziatore insieme al padre. Pagherà lui, impegnandosi a trasferirlo ai Buffagni appena troveranno i soldi. Viene redatto l’impegno scritto con l’opzione, condizionata agli adempimenti contrattuali, tra cui l’affitto che i Buffagni pagheranno a Soleri per il Paradiso.
Un anno dopo, i Buffagni vanno per esercitare l’opzione, ma i Soleri si rifiutano di vendere, adducendo un inadempimento contrattuale: i Buffagni non sono in regola con l’affitto (mancano 6mila euro da un canone di locazione), quindi non possono esercitare l’opzione. I due fratelli, rappresentati dagli avvocati Paolo Righi e Mariano Rossetti, vanno dritti a denunciarli per truffa. Si apre l’inchiesta, ed è la Guardia di finanza a trovare nello studio del commercialista la fattura che riguarda l’affitto del Paradiso, preparata da Soleri per conto dei Buffagni, ma per un importo inferiore, 6mila euro, appunto, a quello dovuto, senza che i fratelli ne sapessero niente. Un errore voluto, secondo gli investigatori, una ‘trappola’ per far saltare l’opzione. Quanto all’immobile (le quote sono tutt’ora sotto sequestro), la proprietà è già stata trasferita a una società sammarinese, riconducibile ai Soleri.
I Soleri difesi dagli avvocati Massimo Cerbari e Filippo Sgubbi, raccontano una storia molto diversa. Sostenendo che quella differenza di 6mila euro, visto il rapporto che c’era tra loro, sarebbe stata irrilevante. Ma, quando i Buffagni erano andati per ricoprarsi il Paradiso, hanno detto, si erano rifiutati di pagare il prezzo dell’opzione, così come stabilito dalle clausole contrattuali, e loro si erano rifiutati di sottostare a quello che avevano giudicato un ricatto. Ma il giudice, ieri non ha avuto dubbi, chiudendo con una condanna salata. I difensori hanno annunciato Appello, mentre dall’altra parte si sono detti già pronti alla causa civile per tornare in possesso delle quote del Paradiso o ottenere un risarcimento milionario.
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