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IL LUNGOMARE

Il sogno di Foster: di fronte al mare
un grattacielo tutto 'felliniano'

Nel progetto Gecos, sparisce piazzale Kennedy: al suo posto la torre-hotel dalla sagoma di una donna e un nuovo molo. I parcheggi saranno tutti sottoterra: si passa da 250 a 700. Ritorna la pineta da spiaggia

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Il lungomare di Foster Rimini, 28 giugno 2008 - Un po' Rimini, un po’ Londra. Con quella grande torre, così simile alle architetture della city, ma in cui l’occhio più attento non può non vedere le forme sinuose di una donna. E quel molo ("il più moderno del Mediterraneo") lo che ‘allunga’ la città portandola fin dentro al mare. Chi ha sognato una nuova Rimini con i progetti di Julien de Smedt e Jean Nouvel, non può non essersi emozionato ieri mattina di fronte al project financing presentato dalla Gecos per il secondo tratto del lungomare, quello compreso tra piazzale Kennedy e piazzale Marvelli (ex Tripoli) ideato dall’architetto Norman Foster. Peccato che ieri il decano dell’architettura, a differenza dei suoi illustri colleghi, non sia potuto essere presente alla Sala dell’Arengo per alcuni impegni precedentemente presi.

 

Ci ha pensato allora l’architetto David Nelson, capo progettazione dello studio Foster, a illustrare in dettaglio il progetto pensato per il nuovo lungomare di Rimini, l’unico in lizza per il tratto Kennedy-Marvelli. "Quando siamo stato contattati – premette Nelson – abbiamo subito pensato che Rimini avesse bisogno di un progetto innovativo, che permetta alla città di restare al top tra le località del Mediterraneo".

 

Un progetto, come sottolinea Claudio Marcella di Gecos, "che rispondesse alle varie necessità indicate dal Comune: più spazi verdi, niente più auto sul lungomare, insomma una svolta, per rifare completamente la ‘cartolina’ di Rimini". Una rivoluzione, che lo studio Foster ha immaginato prevedendo un prolungamento del parco Cervi per tutti i 700 metri del lungomare:

 

"Si tratta di un’ampia zona verde, che occupa tutta piazza Tripoli e si estende poi per tutto il tratto del lungomare, tra la linea della spiaggia e quella degli alberghi – spiega Nelson – Una zona che ripropone i pini marittimi e tutte le altre essenze arboree che già caratterizzano viale Vespucci e le altre aree verdi della città". Anche nel progetto firmato dallo studio Foster spariranno completamentedal lungomare (come richiesto da palazzo Garampi) traffico e parcheggi. Che saranno costruiti sotto terra, e notevolmente aumentati. "Rispetto agli attuali 250, ne realizzeremo circa 700", precisa Marcella.

 

Ma il cuore del progetto Foster è il completo rifacimento di piazzale Kennedy. Via la piazza, ecco al suo posto un grattacielo di oltre cento metri, destinato a diventare un lussuosissimo hotel a cinque stelle con più di 250 camere. "Ai piani interrati dell’edificio – spiega ancora Nelson – sono previsti i locali destinati alla Fondazione Fellini".

 

Qui dovrebbero trovare spazio infatti il nuovo museo Fellini, e altri contenitori culturali aperti al pubblico. Ma a Fellini è dedicata la stessa torre: lo studio Foster ha lavorato a lungo, con plastici e simulazioni, per dare al grattacielo la forma del busto di una donna, dalle forme tipicamente felliniane. Dall’hotel poi partirà anche la seconda ‘invenzione’ di Foster: una lunga passerella che si estende per 200 metri in spiaggia, e altri 200 in mare, ridando a Rimini il pontile di un tempo. Il molo si conclude, nei piani dello studio inglese, con uno spazio di forma ovale, dalle forme simili a quelle dell’hotel, destinato a ospitare un ristorante e alcune attività commerciali.

 

Attività che non mancheranno anche sul resto del lungomare, ‘nascoste’ dalla pineta o ricavate dagli attuali retro degli hotel, per un totale di circa 5-6mila metri quadrati. "L’idea – continua Nelson – è quella di riconnettere queste attività ai negozi di viale Vespucci". Dando ai riminesi e ai turisti una nuova offerta commerciale di qualità. "Abbiamo contatti con grandi marchi, che sono molto interessati all’operazione – conclude Marcella – Noi ci crediamo". Già pronto anche il piano finanziario: per l’opera Gecos ha previsto investimenti per oltre 80 milioni di euro.
 

di Manuel Spadazzi

  • 28/06/2008 16:56
    jetset
    Mah... sarà pure bello, io preferisco la piazza dove si può chiaccherare fermandosi per un gelato.
  • 28/06/2008 23:47
    paolo
    Ancor prima che gettino le fondamenta spero che lo includano nell'elenco degli ecomostri.
  • 28/06/2008 23:54
    Andry
    Della serie "cemento e' bello". Edificare ovunque, il piu' possibile. Questo e' il motto del comune.
  • 30/06/2008 09:43
    Luca
    Non vedo spazi per vere piste ciclabili. Solo asfalto e cemento:qualche pino marittimo per i "verdi". Andate a vedere le spiaggie da Pesaro verso Fano:pista ciclabile sulla spiaggia e acqua pulita con fior fiore di pesci.
  • 30/06/2008 12:46
    Ortolino
    Chi dice che si sta cementificando o speculando fa solo critche inutili e non ha capito nulla del progetto. Il verde è tantissimo, la tranquillità del precorso ciclabile e pedonale on è nemmeno paragoabile alla attuale distesa di auto parcheggiate, i parcheggi sono triplicati, e l'immagine della città, finalmente al passo coi tempi, sarebbe notevolmente sollevata. Non si può bloccare un progetto di vera architettura di uno dei maggiori architetti del Mondo (si, lo è, se per caso qualcuno non lo sapesse)solo per una mentalità retrograda e qualunquista
  • 30/06/2008 19:01
    Andry
    Ortolino, prova a spiegare ai poveri ignoranti (io sono tra quelli) come mai al palas hanno aggiunto un po' di case.... spiega dov'e' l'arte in tutti i palazzi costruiti a viserba e che stanno ancora continuando a costruire. Chiarisci come il verde della corderia sara' sostituito da altrettanto verde... intendi forse edifici colorati di verde? Siccome di cemento ne abbiamo pochissimo qui a rimini, bisogna costruire ancora e ancora e ancora e.... vero?
  • 01/07/2008 01:14
    alberto
    una torre è semre una torre, in ogni tempo in ogni parte del mondo ha il suo fascio e infati si è visto - valententini x me ormai la sa lunga: è l'unico che conosca a fondo rimini perchè ci vive e ci vive da sempre e probabilmente è una città che ama, anche se l'ha riempita di palazzi
  • 01/07/2008 09:45
    and
    1) si tratta di un "project-financing", cioè un progetto di riqualificazione per il quale il Comune non spende una lira; mentre la GECOS, che paga il tutto, avrà "in cambio" gli incassi del parcheggio sotterraneo e dell'albergo-grattacielo. 2) nel progetto c'è tanto verde ( non “qualche pino”), la passeggiata viene pedonalizzata (non vedo quindi problemi per le bici), sopra alle nuove attività commerciali ci saranno pannelli fotovoltaici. 3) il grattacielo di Foster (che è solo 1 elemento del progetto) è un’opera di grande architettura; può non piacere ma non è paragonabile ai condomini anonimi sorti ovunque in periferia (Viserba, Fiera, 105 Stadium ecc.). 4) Sono d'accordo sul dire basta al cemento, ma a quello delle periferie squallide. Non credo proprio che il grattacielo di P.le Kennedy deturpi la nostra città (potrebbe anzi divenire il simbolo della Rimini moderna); come mai nessuno si lamenta invece dell'orribile, immensa Nuova Questura di Via Ugo Bassi?
  • 02/07/2008 23:02
    Stefano
    Perle ai porci. E in ogni caso lo scollamento tra architetti e grande pubblico è sempre maggiore. Soprattutto sino a che la cultura di base (non specialistica) per capire e quindi criticare o addirittura contrastare progetti futuri, continua ad essere assente. Banalità come cementificazione, verde, ciclabile, sostenibile, in bocca alla maggioranza che compone l'eterogeneo pubblico suona poco autorevole e sconfina nel fuoriluogo. Il popolo con gli zoccoli continua una giusta ascesa, solo che ai propri figli non insegna quasi nulla, demandando tutto alle capacità di emersione personali (che ovviamente non tutti hanno). Mo' dì, ma vieni oltre... Dei tre progetti: assolutamente scartabile quello di De Smedt (danese, nato in belgio), u'n scapes un c... quello di nouvel, comprensibile e ruffiano quello di foster. Il resto mettetecelo voi.
  • Sono presenti 9 commenti
 

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