Il "no" categorico della Comunità fondata da don Oreste Benzi a qualsiasi forma di legalizzazione e regolamentazione delle 'lucciole'. Il responsabilie generale dell'associazione si è detto "soddisfatto e fiducioso"
Roma, 16 luglio 2008 - Ha avuto esito positivo l'incontro-confronto tenutosi ieri a Roma tra il responsabile generale dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII ,Giovanni Paolo Ramonda, ed il ministro dell'Interno Roberto Maroni sul tema della prostituzione. Il responsabile dell'associazione fondata da don Oreste Benzi ha dichiarato d'essere "soddisfatto e soprattutto fiducioso, riscontrando in Maroni una grande apertura al dialogo ed al confronto; la disponibilità a coinvolgere la nostra associazione per offrire quei possibili contributi che possano migliorare le condizioni dei più deboli e il recupero delle persone oppresse''.
La Comunità Papa Giovanni XXIII, che da decenni accoglie i più poveri e tra questi immigrati, prostitute schiavizzate, nomadi, clochard ed altre persone bisognose del minino indispensabile per sopravvivere, si è rivolta al ministro per esporre la propria posizione in merito alla 'bozza' del disegno di legge Carfagna-Maroni sulla prostituzione. "Abbiamo esposto al ministro la nostra posizione, ribadendo il 'no' piu' categorico verso qualsiasi forma di legalizzazione e regolamentazione della prostituzione, il nostro 'no' all'apertura di case e/o cooperative, spiegando come all'interno di abitazioni le organizzazioni criminali, i 'magnaccia' e anche il variegato mondo dei clienti sarebbero piu' forti e spietati nei confronti di queste ragazze, vittime ancora più indifese".
Sul fenomeno nomadismo, Ramonda ha espresso il bisogno di solidarietà ed aiuto in direzione dell'intregrazione del popolo rom all'interno della società italiana, attraverso il connubio tra riconoscimento dei talenti e risorse proprie e l'educazione alla legalità.
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